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Palermo 40 anni dopo. Dal Piano Programma di De Carlo e Samonà a due possibili visioni progettuali

Palermo’s Detailed Plan of De Carlo and Samonà is the starting point of the reflection carried on in this work, introduced by the information of the “foggy superstructure” that in the last forty years replaces the spatial project of the city with the imaginary.

La Palermo del Piano Particolareggiato di De Carlo e Samonà è il punto di partenza della riflessione portata avanti nelle pagine che seguono, introdotta dal ragguaglio della sovrastruttura annebbiante che nell’arco di quarant’anni si sostituisce al progetto spaziale della città, quella degli immaginari. La Parte I, suddivisa a sua volta in tre sezioni, indaga quindi il rapporto inversamente proporzionale tra condizioni dello stato tangibile dei luoghi e capacità

di creazione e vendibilità di immagini improbabili e falsate sul benessere sociale della città. Ci si chiede fino a che punto possa una città vivere di immagini sovrapposte e quali limiti si impongono allo spazio quando la narrazione si fa estremamente efficace e fascinosa.

Analizzare le cause dell’inconsistenza dell’azione progettuale è il secondo punto focale della Parte I, si scopre qui che gli immaginari sono la maschera di una memoria ambivalente, di un “lutto patologico” che si riversa in luoghi specifici della città storica cristallizzandoli, gli spazi del mercato. Questi frammenti

del tessuto urbano divengono catalizzatori della messa in scena delle pratiche “palliative” teatralizzate dai corpi e dall’amministrazione

locale per alleviare l’evidenza dell’assenza dello spazio. Il mercato è però anche nucleo pulsante tra le rovine, frammento vivo nel suo essere forma di scambio, generatore di economia (legale e illegale) che inevitabilmente si incastra nella società, salvando così “l’anima dell’architettura”5. Proprio il Piano Programma del ‘79, aveva individuato le potenzialità degli spazi del mercato che nel loro disegno “trasversale” rispetto all’andamento

del centro storico sono luogo di negoziazione del proprio essere nello spazio, solco di necessaria cittadinanza. Il PP, nel La Parte II si estende e si comprime nella rappresentazione di due Visioni progettuali, che descritte da scenari suggestivi incarnano le due diverse direzioni opposte, contrarie e circolari

in cui, in osservanza al percorso di ricerca nelle parti precedenti tracciato, si ritrovano le possibilità di ridefinizione dell’espressione formale del “solco” di Palermo a partire dai mercati, in un’opposizione dichiaratamente provocatoria alla condizione di “eterno presente” dello spazio teatrale attuale.

Le conclusioni tentano di traslare su un piano più generale le tematiche trattate nel testo, soffermandosi sulla riflessione che pone in evidenza la questione del peso del progetto oggi, in un contesto in cui l’immagine ha acquisito una forza capace di anteporre il fascino della realtà metafisica alla concretezza dello spazio.

Chiara Sottosanti, Tesi di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Città, Politecnico di Torino, a.a. 2019/2020, Relatore: Cristina Bianchetti

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