Skip to content

Spaces, territories and soils of production

Territories into re-industrialisation are some articles published on the number 81 of Territorio (pp. 65-122), curated by Michele Cerruti But, Cristiana Mattioli, Ianira Vassallo and Roberto Sega which intend to discuss the re-industrialization of Europe by observing the old territories and models of production, trying to understand metamorphoses.

Spazi, territori e suoli della produzione

Territori nella reindustrializzazione è il servizio uscito sul numero 81 di Territorio (pp. 65-122), curato da Michele Cerruti But, Cristiana Mattioli, Ianira Vassallo e Roberto Sega che intende discutere della reindustrializzazione dell’Europa osservando i vecchi territori e modelli della produzione, tentando così di comprenderne le metamorfosi.

Il servizio è articolato in tre tipi di contributi: saggi, casi-studio e dialoghi. I tre saggi costruiscono una riflessione trasversale di tipo economico e territoriale, da una parte mettendo in luce le questioni e ipotizzando una nuova stagione di studi urbani (il primo saggio, di cui si riporta qui un estratto), dall’altra sottolineando l’esigenza di un nuovo approccio progettuale e di gestione dei processi economici (il saggio di Gioacchino Garofoli), in ultimo ridefinendo una fenomenologia delle forme e dei luoghi della produzione (il saggio di Arturo Lanzani). I casi-studio (Torino, Milano, Atene, Sassuolo, Prato, le Alpi) restituiscono i risultati o gli avanzamenti di alcune ricerche condotte da dottorandi e ricercatori dei Politecnici di Torino, Milano, Losanna e dell’Università Iuav di Venezia. Non ambiscono a costruire una mappa della trasformazione dei luoghi della produzione, piuttosto a mettere in risalto alcuni aspetti significativi di questa mutazione nel rapporto tra produzione e territorio. I dialoghi sono invece un’occasione di confronto con la disciplina economica in ordine all’approfondimento di temi specifici: l’analisi delle politiche industriali europee (Chiara Montanari e Aurelio Bruzzo), la lettura del mutamento dell’industria (Giancarlo Corò), la capacità di adattamento alle nuove condizioni di alcuni sistemi economico-territoriali (Gabi Dei Ottati).

“In molte parti del continente europeo, si osservano oggi i limiti dell’economia post-industriale, di cui il calo drastico del potenziale produttivo e la difficoltà dell’industria a innovare, la drammatica polarizzazione tra regioni e tra gruppi sociali, l’instabilità dell’economia finanziaria, il crescente sottoutilizzo e abbandono di parti del territorio non sono che alcuni aspetti.

A fronte di queste difficoltà, alcune riflessioni economiche e politiche hanno cominciato ad affrontare il tema della reindustrializzazione, concentrandosi sui fenomeni di cambiamento dei modelli produttivi. La trasformazione dei territori sui quali essi si depositano, l’idea di sviluppo territoriale che la reindustrializzazione promuove, così come il possibile nuovo ruolo svolto dalle imprese all’interno di tali processi sono questioni lasciate troppo spesso in secondo piano.

Da questo punto di vista, osservando da vicino gli spazi e le esigenze della produzione, la riflessione urbanistico-architettonica può fornire importanti apporti al dibattito socio-economico in corso circa lo sviluppo dei territori, tanto in termini progettuali, quanto nella definizione di politiche che, per essere efficaci, dovranno necessariamente basarsi sulle specificità di tali territori – intesi non solo come depositi di conoscenze, istituzioni e comunità, ma anche come spazi fisici ricchi di capitale fisso sociale.

È all’interno di questa traiettoria di lavoro che la riflessione sulle forme della reindustrializzazione inaugura una nuova stagione di ricerca sul rapporto tra economia, territorio e società. La necessità di comprendere come l’economia si ristrutturi nei territori – nella prospettiva anche di definizione di scenari di uscita dalla crisi – amplia un quadro finora limitato a quattro principali questioni: la dismissione, il riuso e, più recentemente, il recycle dell’esistente (Secchi, Boeri, 1990; Russo, 1998; Berger, 2006; Ciorra, Marini, 2012); i processi di omologazione dei paesaggi indagati dagli studi sulle forme di industrializzazione diffusa e regionale (Innocenti, 1987; Boeri, Lanzani, Marini, 1993; Turri, 2000; Tosi, Munarin, 2001; Merlini, 2009); l’emergere di micro-processi virtuosi intrapresi all’interno dell’economia creativo-culturale e della partecipazione all’innovazione sociale (Florida, 2002; Haddock  e Moulaert, 2009; Coppola, 2012; Pasqui, 2015; Cancellieri, Ostanel, 2015); il concetto di green economy, inteso non solo come riconversione sostenibile ed energeticamente efficiente dei processi produttivi (e degli spazi industriali), ma anche come scenario di sviluppo basato sulla tutela/valorizzazione del territorio (Donolo, 2003; OECD, 2011; Realacci, 2012; Zevi, 2012; Bonomi, 2013; Morello, 2013).

Attraverso le specificità dei territori indagati, i casi studio raccolti in questa sezione articolano il concetto di reindustrializzazione, mostrando quanto i plurali fenomeni di cambiamento della produzione acquistino nuova centralità nella trasformazione di spazi, territori, suoli. È dunque a partire dall’osservazione dei processi in atto e dalla rilettura di queste tre categorie – per certi versi ‘classiche’ – che prende avvio questa ricerca pluridisciplinare”.

 

http://www.francoangeli.it/riviste/sommario.asp?IDRivista=63&lingua=it

 

Michele Cerruti But, Cristiana Mattioli, Roberto Sega, Ianira Vassallo, “Territori nella reindustrializzazione” e “Spazi, territori e suoli della produzione” in Territorio 81/2017: 65-120

Advertisements
No comments yet

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: