Skip to content

Soils: additional notes

sdv_frontcover

A research on city and production, must consider the soil. Soil is the main field of coexistence and conflict between different uses. It’s therefore important retrace trails that built soil as an object. At least three can be quoted.

Per un’indagine sui rapporti tra usi urbani e usi produttivi lo studio del suolo è importante. Così come lo è ricostruire piste di lavoro che lo hanno costruito come oggetto. Almeno tre possono essere segnalate.

1986/2016: Progetto di suolo. È stato scritto molto su questo articolo di Bernardo Secchi, pubblicato su Casabella, nel n. 520-521. La locuzione slega definitivamente la teoria urbana dalla composizione e la riporta al progetto e il suolo diventa il materiale principale di un progetto definito sulla continuità. La posizione ribalta non solo uno sguardo, un’interpretazione, una postura intellettuale, ma l’intero progetto per la città. A questo approccio si riferiscono due recentissimi libri: Le sol des villes. Ressource et projet, sous la direction de Panos Mantziaras e Paola Viganò, MētisPresses, Genève, 2016. Suolo. Letture e responsabilità del progetto, a cura di Monica Bianchettin Del Grano, Officina, Roma, 2016, la studiosa che più da vicino ha esplorato nella sua ricerca dottorale l’emergere di una teoria del suolo, entro la tradizione italiana degli ultimi cinquanta anni. Il primo libro è esito della «première journée d’études Bernardo Secchi» promossa dalla Fondation Braillard Architectes. Il secondo è esito di una masterclass dal Dottorato di ricerca in urbanistica della scuola di Architettura Iuav di Venezia. Il libro francese è diviso in quattro parti: Projet; Archéologie; Culture;  Philosophie et Histoire, raccolti dall’introduzione di Mantziars e la postfazione di Viganò. Un libro molto bello che mette in tensione l’idea di progetto di suolo con la carica progettuale e teorica che racchiude.

2003: Asfalto: il carattere della città, a cura di Mirko Zardini, Electa 2003. Qui l’attenzione si disloca dal suolo ad un materiale specifico, l’asfalto, così connaturato con l’immagine urbana che non si presta più attenzione ad esso. É un’angolazione spuria certo. Ma nell’introduzione il curatore dichiara la volontà di «scrivere una storia parallela della città (parallela ai grandi avvenimenti, alle ideologie urbane, ai piani) a partire dal suolo». E’ una storia generalista, in cui gli spunti, gli scarti, gli “a fondo” sono ciò che conta. Ancora oggi molto ricca di suggestioni sulla matericità di quella spessa pellicola che fa città. Asfalto è stata anche una mostra della Triennale di Milano, di quelle che permettono di mettere a fuoco un tema.

1999: Soil urbain, coordoné par Sabine Barles, Denys Breysse, André Guillerme, Corinne Leyval, anthropos, Paris. Nel 1994 si costituisce un gruppo di lavoro presso il CNRS dal titolo Soil Urbain il cui scopo è incrociare sguardi interdisciplinari su un oggetto: il suolo urbano, quello spessore di terra «con forte carattere antropologico», che regge e costruisce le città. Uno spessore che pone problemi igienici e medici. Entro il quale si riposiziona il comfort di un muoversi agevole. Inscindibile dal modo in cui si posizionano in esso dispositivi di tutti i tipi per risolvere i problemi generati dall’addensarsi della popolazione: problema dei rifiuti e della loro gestione; della forma e solidità degli strati superficiali, dello spessore che varia e che viene indagato a mezzo di misurazioni, stratigrafie, tettoniche, morfologie. Il riconoscimento del suolo come oggetto specifico è chiaro già agli ufficiali del Genio che, nel XVIII° secolo, tentano di studiare «la forza della terra» esercitata sui muri delle fortificazioni. Così come agli ingegneri dei Ponts et Chaussées che hanno a che fare con suoli saturi di acqua. La meccanica del suolo è scienza che si sviluppa negli Stati Uniti a partire dagli anni 30 per valutare la resistenza della terra agli edifici di grande altezza. La misurazione delle caratteristiche fisiche: granulometria, comportamenti dell’acqua, pressiometria si mette a fuoco in un tempo lungo. Senza dimenticare l’ingegneria delle miniere del XIX° secolo e tutto ciò che ne deriva in termini di ulteriori modi della conoscenza del suolo: rilevi geologici, sondaggi, carotaggi…. La certezza che ciascun luogo è originale, nessuno può essere considerato modello per altri, affonda le sue ragioni in questo sfondo positivista fatto di misure e parametri piziometrici, elettrici, magnetici, sonici, radioattivi…. Un grande sforzo conoscitivo che è impiego della forza dello Stato, oltre che costruzione di competenze specializzate. Le ingegnerie e le Sciences de l’homme da un lato. Le Scieces de la vie dall’altro: l’ecologia urbana naturalista che si contrappone a quella sociale della Scuola di Chicago. Fondata su un metabolismo un po’ ingenuo: biotopo, acqua, aria.

Occuparsi di città e produzione, del loro attuale riavvicinarsi, come fa il progetto: City and Production in the Frame of Crisis, non significa necessariamente imboccare uno o l’altro di questi tre sentieri. Ma ripensare l’infrastrutturazione del suolo come condizione spaziale e tecnologica di base, in grado di far fronte a diversi scenari della produzione nello spazio urbano. La compresenza e il conflitto tra città e produzione pongono al progetto e all’azione pubblica nuove questioni. Ad esse il progetto e le politiche saranno in grado di rispondere se sapranno contribuire all’adeguamento e alla trasformazione di un vasto capitale spaziale, infrastrutturale, naturale. E ciò ha molto a che fare con la ridefinizione di strumenti, forme di regolazione e di progetto del suolo.

 

Cristina Bianchetti

Advertisements
No comments yet

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: