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Postcards from productive territories: industrial districts

#7 Prato

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Il distretto «degli stracci» di Prato ha subito negli ultimi vent’anni una profonda metamorfosi in ragione delle mutate condizioni macroeconomiche e di settore: verticalizzazione, integrazione della filiera, chiusura di piccole aziende, maggior peso a sperimentazione e innovazione, diverso rapporto con il territorio che investe ormai l’intera piana Firenze-Prato-Pistoia. Nel frattempo la terza comunità cinese più grande d’Europa, insediata a Prato a partire dagli anni 90, si è organizzata in un modello di produzione di Pronto Moda del tutto simile a quello distrettuale. Occupando gli spazi dismessi nei Macrolotti della città, dove combina residenza e lavoro, in condizioni di frequente illegalità. La vicenda pratese è stata molto studiata ed interpretata entro logiche economiche (che vedono un «doppio distretto» italiano e cinese, in antitesi o in collaborazione), antropologiche (che leggono Prato come uno «spazio di transizione»), sociologiche (che studiano i processi di «cetomedizzazione» della comunità cinese e i loro effetti sul territorio). Le dinamiche che investono questo territorio sono stratificate entro un complesso sistema di relazioni e interazioni tra mercato immobiliare, attività commerciale, produzione industriale e agricola di tipo commerciale. Il distretto appare coinvolto in fenomeni di metropolizzazione, laddove i vantaggi della prossimità e del cluster provengono anzitutto dalla infrastruttura (e dalla sovrastruttura culturale, mediatica e burocratica) dell’area metropolitana della piana che torna, con forza, al centro della scena (Dei Ottati 2009; Id. 2013; Ceccagno 2003; IRPET 2013; Cerruti But 2016).

 

#8 Sassuolo

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L’industria italiana di piastrelle di ceramica concentra l’80% della sua produzione nel distretto di Sassuolo: 350 km² di territorio dominato dalla presenza di una decina di grandi gruppi aziendali, con vicende alterne di crescita esponenziale, internazionalizzazione, ridimensionamento della produzione nazionale; trasformazione in hub logistico, nuovo approdo anche per imprese straniere che hanno deciso di localizzare qui le proprie filiali distributive al fine di sfruttare i servizi e le economie di scala. Una storia che può essere ancora raccontata come di successo e che si riflette nell’espansione e qualificazione di alcune parti di territorio e, contemporaneamente, nello svuotamento di altre. Potenziamento e depotenziamento presentano notevoli punti di contatto e sovrapposizione, delineando una mutevole quanto precisa geografia dell’abbandono. Con il potenziamento del ruolo distributivo di Sassuolo, si assiste a un generale processo di downgrading degli spazi meno attrattivi che vengono trasformati in depositi da grandi aziende interne ed esterne al distretto. Sassuolo resiste con forza agli stravolgimenti macroeconomici attraverso una logica ancora più territoriale e specializzata e contemporaneamente implicata in fini relazioni transnazionali (Mattioli 2014).

 

#9 Biella

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Il distretto di Biella soffre una crisi profonda almeno dagli anni 70. Dopo le sferzate drammatiche della crisi del 2008 che hanno dimezzato la produzione, il numero di aziende e il numero di addetti, il comparto ha ripreso recentemente un andamento positivo. Quel che è si è perso, ed è rimasto sul territorio, è una quota altissima di spazio industriale abbandonato o dismesso. A Vallemosso la dismissione è senza misura: chilometri di fabbriche completamente deserti rappresentano un’enorme quantità di spazi vuoti, coperti, quasi sempre di qualità altissima, che hanno perso il loro valore d’uso. La maggior parte di questi spazi non è attualmente recuperabile. La società reagisce attraverso deboli sistemi di welfare associativo, azioni dal basso, progettualità minime, sperando in un improbabile ritorno massiccio dello spazio del produrre: la produzione distrettuale, la spina dorsale dello sviluppo del biellese, è ormai del tutto scollata dal territorio che la genera (Cerruti But 2014; Id. 2015; CCIA BI 2016).

 

Riferimenti bibliografici:

Becattini G (2015) La coscienza dei luoghi. Il territorio come soggetto corale, Donzelli, Roma

Becattini G, Bellandi M, De Propris L (2009) A Handbook of Industrial Districts, Elgar, Cheltenham.

Bursi T, Nardin G (2008) Il distretto delle piastrelle di ceramica di Sassuolo tra identità e cambiamento, FrancoAngeli, Milano.

CCIA BI (2016) Economia Biellese 2015, Camera di Commercio di Biella e Vercelli, Biella.

Ceccagno A (2003) “New Chinese Migrants in Italy”, International Migrations 41(3):187-213

Cerruti But M (2014) Oltre la crisi. Biella. Tesi di laure magistrale, Politecnico di Torino, a.a. 2013-2014.

Cerruti But M (2015) “Urban surplus”. In Bianchetti et al. (eds.) Territories in Crisis. Architecture and Urbanism Facing Changes in Europe. Jovis, Berlin. 116-124

Cerruti But M (2016) “What’s left of Industrial Districts? Rewriting Prato”, Paper presented at the 2016 Masterclass of the Urbanism Doctorate School of Venice “Reindustrializing Europe”, Università IUAV di Venezia 11-12 May 2016.

Dei Ottati G (2009) “An industrial district facing the challenges of globalization: Prato today”. In European Planning Studies 17(12):1817-1835.

Dei Ottati G (2013) “A transnational fast fashion industrial district: an analysis of the Chinese businesses in Prato”. In Cambridge Journal of Economics 38:1247-1274.

IRPET (2013) Prato: il ruolo economico della comunità cinese, IRPET, Firenze

Mattioli C (2014) “Logistica: fenomeni in atto e scenari di trasformazione nel territorio del distretto ceramico di Sassuolo”. In Trasporti & cultura 39:79-84.

Mattioli C (2015) Ritorno a Sassuolo. Metamorfosi della produzione e dei territori distrettuali. PhD Dissertation, Politecnico di Milano.

 

Photo credits: 1. Reuters/Stringer, 2. Google

 

 

 

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