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Postcards from productive territories: productive platforms

Instead of getting stuck in European shocking crisis, contemporary forms of production rather redefine the role of territory. The hypothesis carried out here is that an acute gaze at contemporary spaces of production could describe the territories of a different Europe. A selection of images and considerations (likewise postcards) from nine case-studies is a first step of an ongoing research on territory and economy.

The cases are divided into three groups, related to three different “classic” both territorial and economic models: industrial platforms, factory-cities, industrial districts.

#1 Limburg

limburgo

Nel Limburgo, i 130 km dell’Albertkanaal, che collega Liegi e Anversa, con la sua capacità di muovere oltre la metà dell’intera produzione del Belgio (oltre 2,7 miliardi di ton-km nel 2010), costituisce l’asse strutturante di un territorio segnato da groviglio di canali, ferrovie, infrastrutture stradali, da una forma diffusa di inurbamento e da un’imponente industrializzazione. Differenti ondate di industrializzazione incardinate le une sulle altre hanno usato infrastrutture, suolo e sottosuolo, modificando l’orografia, il sistema ambientale e definendo seri problemi di stabilità del suolo. In un territorio dove l’acqua continua ad affiorare, gli insediamenti disegnano paesaggi modesti, a bassa densità e si innestano, su questa nuova grande e fragile piastra produttiva processi di re-shoring e crescita del comparto industriale. Si tratta, a ben vedere, di un processo articolato, ma non diverso, dai processi di crescita-dismissione-rigenerazione degli ultimi decenni del 900. (Van Acker 2012, De Scheepvaart 2010, Marin, Motti, De Meulder 2015, Fochi 2016)

 

#2 Aubervilliers

aubervilliers1

L’enorme friche industrielle di Aubervilliers, cuore della Plaine Commune, è una delle più grandi piattaforme industriali dell’intera Europa. É la storia buona della riconversione che diventa nuova infrastrutturazione, politica e istituzionale prima che economica. Per “rigenerare” Aubervilliers nasce, nei primi anni 90 e su iniziativa delle municipalità interessate, Plaine Commune, una “communauté d’agglomération”. La Métropole du Grand Paris ne riconosce il rilievo e la trasforma in un établissement public territorial per 440.000 abitanti. Costruita su «un’altra industria»: ovvero sull’introduzione dei settori audiovisuale, stampa, tessile, sanità, logistica, media. Dismissioni e riconversioni non si danno Ma in modo esclusivo, ma si articolano per parti e segmenti. Cambia la scala del rapporto territorio / produzione. Così come la tipologia di attività, entro una dimensione diversa e tempi non lineari. Aubervillers è ancora città della produzione? (Setti 2014; Id. 2015; Gravari-Barbas, Jacquot 2016)

 

#3 Rotterdam port

rotterdam

Il porto di Rotterdam è il più grande porto europeo e, dal 1962 al 2004, il porto più grande del mondo (105 km2, 466,4 miliardi di ton-km nel 2015). Come una grande città, questa immensa area portuale si trasforma entro un susseguirsi di fasi di sviluppo, transizione, distruzione, crescita, dismissione, rigenerazione. Il porto diventa città e l’intera città si ridefinisce hub globale e cluster europeo dell’industria: il ridisegno in continuità del vecchio supporto del porto si fa minuto, frammentato e parziale rispetto alla natura delle trasformazioni, ma è definito in un quadro strutturale allargato che ripensa l’intera piattaforma come a un modello integrato e, tutto sommato, piuttosto tradizionale (Port of Rotterdam Authority 2014; Id. 2016; Broekman 2016; IABR 2016).

 

Riferimenti bibliografici:

De Scheepvaart (2010), Statistiek 2010. De Scheepvaart, Hasselt

Fochi M (2016), Linburg. Territorial Exploration, Tesi di laurea magistrale, Politecnico di Torino, a.a. 2015-2016.

Gravari-Barbas M, Jacquot S (2016), “No conflict? Discourses and related in tourism-related tensions in Paris”, in Colomb C, Novy J (eds), Protest and Resistance in the Tourist City, Routledge, New York: 31-51

IABR (2016), “Atelier Rotterdam. The Productive City”. In International Architecture Biennale of Rotterdam, The Next Economy, Rotterdam 23 April-10 July.

IABR (2016), “Atelier Rotterdam. The Productive City”. In International Architecture Biennale of Rotterdam, The Next Economy, Rotterdam 23 April-10 July.

Marin J, De Meulder B (2015), Mapping wasteful urbanization. Re-engineering the resource dependency in Central Limburg. Ecocities in challenging environments. Paper presented at the Ecocity World Summit 2015, Abu Dhabi, 11-13 October 2015.

Marin J, Motti M, De Meulder B (2015), Waste(d). Connecting cycles, rethinking infrastructures. Studio Investigations, Department of Architecture KULeuven.

Port of Rotterdam Authority (2014), Port Vision 2030. Progress Report 2014. Havenbedrijf Rotterdam N.V, Rotterdam.

Port of Rotterdam Authority (2016), Port Statistics. Havenbedrijf Rotterdam N.V, Rotterdam.

Rappaport N (2016), Vertical Urban Factory. Actar, NY-Barcellona

Setti G (2014), Oltre la dismissione. Strategie di intervento architettonico per la modificazione e il consolidamento di trame, tessuti e manufatti industriali. PhD Dissertation, Politecnico di Milano.

Van Acker M (2012), From Flux To Frame, Designing Infrastructure and Shaping Urbanization in Belgium. Leuven University Press, Leuven.

 

Photo credits: 1. Marina Fochi; 2. www.label-industrie.fr

 

 

 

 

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