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Unusual spaces of cohabitation. Public policies and the neo-liberal invention of Chicago

In Chicago new forms of crime protection were experienced during the 90’s: they were built on proximity, co-production of safety, empowerment. The Chicago Alternative Policing Strategy is recognized as the best known urban program of community policing for crime prevention and the maintenance of public order supervised by a police department: an experimentation that lasted about twenty years.

It’ s interesting to reflect  on hybrid forms of  territorial control because today we find ourselves, again, in the midst of a drastic weakening of safety policies ( the result of a general weakening of welfare policies) and the impetuous emergence of new forms of do-it-yourself safety at risk in democratic terms.

Here some passages of an ethnographic inquiry carried out at the Chicago Police Department, showing how safety policies have been a key device for the neo-liberal reinvention of Chicago.

 

Inconsueti spazi di convivenza. Le politiche pubbliche e l’invenzione neo-liberale di Chicago

Together we can. Questo è il motto del Chicago Alternative Policing Strategy (CAPS), il programma di community policing gestito dal Chicago Police Department (CPD) sin dagli inizi anni novanta. Ogni mese, nei tanti quartieri di Chicago, da più di vent’anni, poliziotti e gente comune si incontrano per valutare i risultati delle attività di prevenzione del crimine decise insieme. Io ho trascorso con loro tutto il 2005. A Chicago, durante i dodici mesi della mia indagine, si percepiva l’entusiasmo per una rinascita neoliberale che sin dagli inizi anni novanta aveva puntato sulla sicurezza come condizione irrinunciabile per una nuova qualità della vita urbana. Ex aree ferroviarie dismesse erano state appena trasformate in parchi e architetture per l’intrattenimento a Downtown. Grattacieli residenziali di lusso si imponevano sul Lakeshore Drive. Le tante gru e gli enormi cantieri recintati che circondavano gli ultimi residui dei project – gli edifici di edilizia economico-popolare creati negli anni cinquanta – testimoniavano la volontà di cancellare quelle aree, ritenute da sempre luoghi di concentrazione di violenza e degrado sociale.

Il CAPS, nato nel 1993 per volontà di Richard Michael Daley, Sindaco di Chicago dal 1989, è un programma di community policing basato sulla formazione di una partnership poliziotto/residente per la prevenzione del crimine ed il mantenimento dell’ordine pubblico. Nel 2005, nonostante avesse consolidato un vero e proprio spazio di democrazia partecipativa in tutti i quartieri di Chicago, il CAPS non era più la priorità del poliziotto. Per contrastare le persistenti dinamiche che facevano di Chicago la «capitale degli omicidi» nella nazione, il CPD aveva focalizzato la sua attenzione – già nel 2003 – sulla War on Gangs professionale e introdotto un nuovo sistema di revisione della accountability del poliziotto che marginalizzava il ruolo della partnership poliziotto/residente, fondamento del CAPS. Il community policing però continuava a impegnare poliziotti e residente in modo intenso in ogni quartiere, anche più volte al mese.

Il lungo mandato di Sindaco di Richard M. Daley si è concluso nel 2011. La crisi economica ha lasciato invenduti tanti appartamenti di quegli immensi grattacieli residenziali che fronteggiavano il Lakeshore Drive. I projects sono ormai solo un ricordo della vecchia Chicago. Anche lo scenario della sicurezza è cambiato. La partecipazione al CAPS si è ridotta del 60%, soprattutto nei quartieri poveri e con maggiori tassi di criminalità, dove era più intensa. Il suo budget si è dimezzato passando da 9 milioni di dollari nel 2000 a 4.8 nel 2011 (…). La priorità data alla War on Gangs e alla questione accountability è stata accompagnata da una crescita esorbitante di casi di brutalità della polizia. E’ stato provato che la improvvisa e vertiginosa riduzione del 56% dei crimini violenti e alla proprietà dal 2010 al 2013 fosse il risultato di alterazioni dei dati statistici provocate dalle nuove forme di categorizzazione del reato introdotte dal CPD in seguito alle pressioni del nuovo Sindaco, piuttosto che dalle sue strategie effettive di contrasto del crimine. (…)

Studiare l’interazione tra poliziotti e attivisti del CAPS non può appoggiarsi su una tradizione di studi della polizia che si sviluppa  nel quadro della teoria weberiana dello stato: è riduttivo considerarla nei termini di una relazione predefinita professionista-cliente, nè possono essere la violenza o la coercizione le sole coordinate per comprendere le politiche di sicurezza. (…). Le esperienze di sicurezza a Chicago, allo stesso tempo, possono essere interpretate solo parzialmente attraverso il concetto di governamentalità di Foucault o l’analogia mafia-stato, usata frequentemente nelle scienze sociali e nella ricerca sulle politiche pubbliche. Nel primo caso, la sicurezza è considerata come un campo strategico di governo della popolazione e del territorio, dove la società è «altro rispetto allo stato» e le strategie di controllo si evolvono dall’uso di strumenti disciplinari e giuridici visibili – la polizia come «guida della felicità» – a invisibili dispositivi di sicurezza, quelli della economia politica, che relegano la polizia a funzione esclusiva di ordine pubblico. A differenza della contrapposizione società/stato che contraddistingue il concetto foucaultiano di governamentalità, la reciprocità del rapporto tra mafia e stato mette in crisi il paradigma della domanda politica e, con esso, l’idea della dipendenza della società dallo stato: il monopolio della protezione in un territorio viene minacciato nel momento in cui una nuova giurisdizione federativa «altra rispetto allo stato» è capace di garantirne il controllo fungendo da intermediario tra lo stato e la popolazione che abita quel territorio. E’ il moltiplicarsi delle situazioni di conflitto che il poliziotto ritiene incommensurabili e che richiedono la sua intermediazione tra governo locale e le tante popolazioni dei quartieri di Chicago che lascia emergere la natura essenzialmente politica della sua azione (…).

E’ stato sostenuto che la reinvenzione neoliberale di Chicago abbia contribuito a sgretolare la «macchina politica» a partire dalla fine anni ottanta, lasciando emergere Global Chicago dalle ceneri industriali. La transizione da «macchina politica» a «macchina per l’intrattenimento» è stata rappresentata come un processo contraddistinto da tre dinamiche: il passaggio di priorità dal lavoro alla «qualità della vita» come bene intangibile di un cittadino consumatore; la sostituzione di clientelismo e privatismo con una professionalizzazione dei servizi comunali, anch’esso orientato al cittadino consumatore; la riconfigurazione di un clientelismo «in giacca» (pinstripe), riservato a imprenditori locali e organizzazioni finanziarie globali.

Osservando nel corso dell’azione le politiche di sicurezza a Chicago, i quartieri emergono come inconsueti spazi di convivenza tra poliziotti e gente comune che si contrappongono a quelli della democrazia rappresentativa, attraverso la mediazione dei poliziotti. Le politiche di sicurezza, intersecando continuamente più dinamiche urbane, agiscono come dispositivo di riempimento del deficit di funzionamento tra società e istituzioni che contraddistingue la rottura di una routine: la protezione, funzione latente della «macchina politica», si riconfigura su un diverso layer di azione, quello del community policing, basato sulla partnership poliziotto/residente di quartiere, trasversale a etnie, classi sociali e Ward politico-amministrativi.

La moltiplicazione delle ordinanze location-oriented di mantenimento dell’ordine pubblico, i dispiegamenti intermittenti previsti dalla accountability d’Area del CPD per la prevenzione degli omicidi, le forme di interazione poliziotto/residente di Beat e di District, le velocità dei processi di gentrification in corso, i tagli al welfare urbano provocati dai nuovi orientamenti sull’ housing sociale e nei riguardi delle popolazioni più vulnerabili da parte del Comune di Chicago, la democrazia rappresentativa dei Ward:  fronteggiare la multitemporalità della sicurezza a Chicago riconfigura il rapporto tra potere e protezione in una società plurale.

 

Brigida Proto

 

La cura dell’insicurezza a Chicago. Un’ indagine (camuffata) sulla «mafiosità» delle politiche pubbliche e sulle reazioni che essa suscita.  

La ricerca è stata condotta entro l’attività del dottorato di ricerca in Pianificazione Territoriale e Politiche Pubbliche del Territorio (XIX ciclo) dell’ Università IUAV di Venezia.

 

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