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Constellations. Turin, the New Urban Sphere

orsa maggiore

In Turin, the word constellation refers to the coexistence, in the same city, of multiple forms of urbanity. The atelier aims to recognize the new urban sphere through design explorations able to interpret it and to reshape its places through new technologies, new forms of funding, new ways of production of space, wellbeing and sociability.

Costellazioni. Torino, la nuova sfera urbana

Una costellazione è la rappresentazione di un assetto in forma di raggruppamento. A Torino, la nozione allude alla coesistenza, nella stessa città, di molteplici forme di urbanità, talvolta intrecciate nel medesimo luogo, altrove connesse da legami associativi particolari, non necessariamente contigui.

Molte città nella stessa città potremmo dire richiamando la Berlino di Ungers degli anni Settanta, una città arcipelago, una città per parti, per clusters, per villaggi. Una città fatta di distretti di comunità suburbane, come ancora più addietro nel Piano di Abercrombie per la Grande Londra. Le genealogie conducono a numerose e divergenti esperienze, segnate per lo più da un determinismo duro, teso ad intrecciare usi e funziona­menti entro luoghi molto connotati e circoscritti, stabili.

Oggi, evocare la presenza di costellazioni, implica solo qualche complicità con questa storia passata. Ri­conoscere costellazioni, mapparle, individuare i caratteri che segnano la specificità dei luoghi su cui esse temporaneamente insistono, vuol dire disegnare una nuova sfera urbana transitoria e fitta di contraddizio­ni, il cui mutevole assetto è stato peraltro profondamente sovvertito dalla crisi economica avviatasi ormai dieci anni fa.

Il rovesciamento si coglie bene rispetto agli ordini ed alle gerarchie spaziali consolidate. Ad esempio, non più luoghi centrali e periferie, ma una disseminazione di spazi eccentrici, tesi ogni volta alla costruzione di uno specifico mondo, più o meno esclusivo, e protetto. Come se un’implosione avesse prodotto una nebulosa capace di riaddensarsi attorno ad una pluralità di centri minori.

I nuovi fulcri sono talvolta coincidenti con una tradizionale parte di città (il quartiere, il parco, la via, la piaz­za, il condominio), ma ancor più spesso sono segnati da una convergenza inedita, entro uno stesso luogo, di esigenze, interessi economici, politici, religiosi ed azioni, capaci di manifestarsi come fossero un unico progetto implicito, seppure attraversato da contraddizioni e conflitti.

Questo progetto ricorre dentro i tessuti della città consolidata, marca trasformazioni solitamente minute ed è spesso sostenuto da forme di interazione sociale e collaborazione robuste, meno frequentemente, data l’esiguità delle risorse disponibili, da competenze tecniche in grado di interpretare la richiesta di nuovi spazi pertinenti rispetto ai nuovi usi.

Il corso propone di osservare ed interpretare, nella forma di una costellazione, dieci luoghi della città di Torino collocati entro il quadrante di tre chilometri per sei compreso, in direzione est-ovest, tra Mirafiori Sud ed il Po, ed in direzione nord-sud, tra il Lingotto e Nichelino. Ognuno di questi luoghi presenta carat­teri morfologici e funzionamenti peculiari, denuncia problemi e pone domande che richiedono risposte puntuali, rivela al contempo prove di innovazione sorprendenti nei modi di abitare e nell’organizzazione degli spazi condivisi.

Obiettivo del corso è dare rilievo ai luoghi attraverso un’esplorazione progettuale capace di coglierli entro un intreccio virtuoso con nuove tecnologie disponibili, nuove forme di finanziamento delle trasformazioni, nuovi modi di produzione di spazio, benessere e socialità.

 

costellazioni manifesto

Programma dell’Atelier Progetto Urbanistico C del CDL Magistrale in Architettura per il progetto sostenibile (Politecnico di Torino, A.A. 2015-2016), tenuto da Angelo Sampieri (Urbanistica) e Silvia Crivello (Sociologia dell’ambiente), con la collaborazione di Leonardo Ramondetti e Quirino Spinelli.

 

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