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Back to Sassuolo. Metamorphosis of Industrial Districts and their Territories

1.Andrea Pirisi_2015_Depositi_150

Despite industrial districts still play a relevant role in Italian economic system, they have deeply changed over the last decades. They faced the globalization of markets, the growing importance of the knowledge economy and the recent economic crisis; thus, they are undergoing a metamorphosis that leads them to open up, join supra-local territorial networks and systems, and reshape around a few leaders, mainly international medium-sized enterprises. Since the spatial organisation has been often neglected, the Phd Thesis by Cristiana Mattioli investigates the process of physical transformation of industrial districts and spaces, through the lens of the Sassuolo ceramic district (located in the Emilia-Romagna region). Through the case study, the research shows the territorial effects of the real economy (in a period in which economy is more and more absorbed by financial issues), the still relevant potentials of industrial districts territories, and the important role that territorial planning can play in their reconfiguration.

 

Ritorno a Sassuolo. Metamorfosi della produzione e dei territori distrettuali

I distretti industriali italiani sono radicalmente cambiati negli ultimi decenni, pur continuando a occupare una posizione di rilievo nell’economia nazionale. Confrontandosi con la globalizzazione dei mercati, la crescente rilevanza dell’economia della conoscenza e la recente crisi economica, essi sperimentano un processo di metamorfosi che li porta ad aprirsi, entrando a far parte di reti e sistemi territoriali sovra-locali, e a riconfigurarsi intorno a poche medie imprese leader internazionalizzate che esprimono nuove esigenze di qualificazione nei confronti del territorio all’interno del quale sono inserite.

A fronte del limitato interesse riguardante la loro organizzazione spaziale, la ricerca indaga i processi di trasformazione fisica dei territori distrettuali e degli spazi della piccola e media impresa manifatturiera, tornando a osservare il distretto ceramico di Sassuolo.

La ricerca si interroga su due questioni principali: come ripensare le conurbazioni urbane esito dello sviluppo distrettuale, realtà che funzionano come “città” o sistemi metropolitani – poiché ne hanno la massa critica in termini di popolazione e ricchezza prodotta – ma che non sono considerate tali, ponendosi in una posizione intermedia tra aree centrali (città metropolitane, oggi al centro della riflessione politica) e aree interne; come avviare progetti di riuso e riciclo dell’esistente che rimettano al lavoro e valorizzino il consistente capitale fisso sociale depositatosi al suolo – non solo produttivo –, entro una concezione qualitativa dello sviluppo, abbandonando atteggiamenti predatori e di crescita oggi insostenibili e inefficienti.

Il titolo della ricerca – “Ritorno a Sassuolo” – racchiude la molteplicità di sguardi e operazioni intorno alla quale si articola la struttura del lavoro, inteso come triplice “ritorno”.

1) Occuparsi del territorio di Sassuolo e, più in generale, dell’attuale trasformazione dei distretti industriali, significa innanzitutto tornare a indagare luoghi, temi e questioni ampiamente studiati da altre discipline. La ricerca si apre allora con un capitolo introduttivo (Antefatti) che definisce una “cornice” per lo studio dei territori distrettuali e, utilizzando la lente dell’urbanistica, articola una riflessione intorno alle diverse definizioni e “figure” con le quali tali contesti sono stati descritti. Il primo capitolo (Sassuolo: un territorio e una società “messi al lavoro”) ricostruisce una storia spaziale del distretto ceramico, intesa come indagine sulle forme di territorializzazione dei diversi processi socio-economici. Tale storia mette al centro i luoghi del lavoro e della produzione, punto di avvio di un più generale fenomeno di trasformazione territoriale volto al sostegno dell’industria locale. La ricostruzione storica consente di valutare il ruolo svolto dalle politiche pubbliche nell’assecondare, confermare, legittimare, guidare od ostacolare i diffusi processi di urbanizzazione, mentre le fotografie di Andrea Pirisi aiutano a riflettere sui modi in cui il territorio si è materialmente costruito nel tempo, sulle sue modalità d’uso, sugli eterogenei depositi che si sono stratificati e affiancati nel lungo periodo.

2) La seconda declinazione di “ritorno” riguarda la necessaria operazione di “ritorno al territorio” e si lega al fare esperienza diretta dei luoghi, all’osservazione prolungata e approfondita degli spazi ordinari della produzione diffusa. Il secondo capitolo (Viaggio nel distretto ceramico) propone una lettura transcalare e itinerante del territorio distrettuale che consente di evidenziarne telai insediativi ed elementi strutturanti, ma che fa anche i conti con la varietà dei materiali urbani, la loro dissonanza e la reiterazione, oltre a riflettere sulle pratiche e i soggetti che hanno prodotto tali ambienti di vita e di lavoro.

Nei capitoli successivi (Biografie d’impresa, storie di spazi produttivi – Metamorfosi degli spazi della produzione diffusa – Metamorfosi dei distretti industriali) la ricerca ricostruisce venti micro-storie o biografie d’impresa, individuando, a partire da queste, i più recenti processi di cambiamento degli spazi produttivi. Coerentemente alla crescente polarizzazione aziendale evidenziata dagli studi economici, sono individuate tre “famiglie” di imprese che si differenziano per esigenze espresse e strategie perseguite: le aziende “vincenti” di medio-grande dimensione che investono nella riorganizzazione e diversificazione degli spazi del lavoro attraverso progetti di welfare aziendale e di corporate image; le aziende “vivaci” della filiera produttiva che trovano occasioni di crescita spaziale in stabilimenti riutilizzati; infine, le imprese “in sofferenza” che riducono o dismettono i propri impianti, alimentando il plurale fenomeno di svuotamento produttivo, in crescita nei recenti anni di crisi.

3) L’ultima declinazione del termine “ritorno” ha a che fare con il “ritorno alle cose” o “al mondo”, cioè con la capacità della disciplina urbanistica di farsi progetto, di esprimere visioni e modalità di intervento per un generale processo di riforma dell’esistente. In questo senso, considerando il ruolo sociale della ricerca, il lavoro ambisce anche a fornire strumenti di riflessione e azione alle amministrazioni locali, già impegnate in un processo di riorganizzazione amministrativa che ha l’obiettivo di potenziare la dimensione sovra-locale della “Città-distretto” (capitolo Verso la Città-distretto). Nel capitolo conclusivo (Dal distretto alla città. Progetto di riforma dei territori distrettuali) le questioni emerse nel corso della ricerca sono reinterpretate facendo ricorso a esperienze extra-locali e a sperimentazioni progettuali che consentono di verificare ipotesi e scenari evolutivi, illustrando possibilità di intervento fattibili per la riforma degli spazi della produzione e, più in generale, per la riqualificazione dell’intero territorio distrettuale (spazi e forme di mobilità collettivi; spazi aperti e sistemi ambientali).

Il progetto della nuova “Città-distretto” muove dall’esistente, dalle risorse del territorio, nonché dall’attivismo di alcuni soggetti locali e dalle loro deboli geografie insediative (di qualificazione e dismissione), individuate attraverso l’esplorazione sul campo.

Il distretto industriale di Sassuolo è inteso dunque come laboratorio dove sperimentare nuove strutture di governance sovra-comunali e multi-attoriali e nuove procedure urbanistiche per avviare un progetto di più complessiva riscrittura della città-territorio che, articolandosi alle diverse scale, ha il compito di accompagnare e indirizzare esperienze individuali già in atto, intensificandone le esternalità positive, e, parallelamente, produrre visioni in grado di aggregare gli interessi e gli investimenti, riorientando il comportamento dei diversi attori locali.

 

Cristiana Mattioli

 

Tesi di dottorato in Governo e Progettazione del Territorio, XXVII ciclo, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano (Relatore: prof. Arturo Sergio Lanzani, Tutor: prof.ssa Chiara Merlini, Correlatore: arch. Federico Zanfi)

Contatti:

cristiana.mattioli@polimi.it

https://polimi.academia.edu/CristianaMattioli

 

3.carta2015_150

4.biografia_150

 

Image credits: © Cristiana Mattioli, 2015.

1.Carta del territorio distrettuale (evoluzione 1998-2015 | previsioni infrastrutturali);

2.Biografia d’impresa, Le fasi di sviluppo (1-2-3) e gli interventi di riqualificazione (A-B-C) degli spazi aziendali di un’impresa leader (Casalgrande, Reggio Emilia).

Photo credits: © Andrea Pirisi, 2015. Saggio fotografico “Depositi”.

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