Skip to content

New Towns Europe (1): The Jungle, Calais

img7

The number 1133 of the magazine Internazionale updates us about the conditions of the migrants camp located at the entrance of the Channel Tunnel, in Calais. The camp, formed in 1994 after the opening of the tunnel, is now inhabited by a variable number of migrants, estimated from 4500 to 6000 people. Shops, mosques and restaurants, services of all kinds, articulating a network structured not in its forms, but in its practices. So that the essence of urbanity has now completely erased the original condition of temporariness of places like these: the camp of Calais is now a new city and no longer a place of teaching and preparation for a ‘normal urban european life’.

Nuove città europee (1): The Jungle, Calais

Il numero 1133 di Internazionale (18/22 dicembre 2015) ci aggiorna circa le condizioni dell’accampamento dei migranti situato all’imbocco del tunnel della Manica di Calais. Il campo, formatosi nel 1994 all’apertura del tunnel, è oggi abitato da un numero variabile di migranti che va dalle 4500 alle 6000 persone. Negozi, moschee e ristoranti, servizi di ogni tipo, articolano una rete poco strutturata nelle forme, ma molto nelle pratiche. Tanto che l’essenza di urbanità [Harvey, 2008] che costruisce l’abitare è ormai tale da aver completamente cancellato la condizione di temporaneità originaria: il campo di Calais è oggi una nuova città e non più uno spazio pedagogico (come ancora lo si vorrebbe) e di preparazione ad una ‘normale vita urbana europea’.

Il reportage fotografico “Informal facilities in the jungle” di Giulio Piscitelli, classe 1981, bene coglie questa dimensione, raccontando il campo come fosse la giungla che al campo dà il nome, ed evidenziando i modi in cui questa stessa giungla abbia nel tempo prodotto servizi, urbanità, città. Una città certamente opaca, fitta di relazioni parziali, molto segrete e molto normate al contempo, comunque una città, con i propri usi, funzioni, ritmi, istituzioni, con una data di fondazione ed una storia da raccontare.

Entro una precisa ed astuta strategia comunicativa, la storia di Piscitelli adotta una scelta formale risoluta: è illustrata di notte, all’alba, al tramonto ed in ogni momento in cui gli ambienti necessitino di essere illuminati dall’interno delle fragili architetture, invitandoci così a guardare alle luci della giungla come guarderemmo alle luci delle nostre più antiche città europee, per scoprire il gusto piacevolmente urbano degli spazi attraversati. Non solo, la scelta del reportage sostiene la precisa raccomandazione di osservare ciò che succede, le pratiche e le relazioni che costruiscono i luoghi, anziché le forme (buie) entro le quali le azioni si volgono. Come a ricordarci che le nuove città europee si costruiscono a partire da azioni delle quali l’occupazione non è che l’azione iniziale.

 

Quirino Spinelli

img2

img6

img1

Photo credits: © Giulio Piscitelli

Photos are taken from: http://giuliopiscitelli.viewbook.com/album/informal-facilities-in-the-jungle?p=1

 

Riferimenti:

Harvey D., The Right to the City, “New Left Review”, 2008, p. 53.

Advertisements
No comments yet

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: