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The demographic “disorder”. Where world population is going?

il pianetta stretto-01

The rapid growth of the world population, perhaps the issue is no longer. The problems are quite the imbalances affecting individuals, nations, flows. Even the weight of the human body touches at once the minimum threshold, between one billion undernourished, and the maximum, the ranks of the obese increasing. A thousand times more numerous and more poorest of space; a thousand times faster crossing space; a hundred times more greedy for energy. We live in a world in which the allocations of space, the ability to move, the availability of energy are distributed extremely unevenly.

Il “disordine” demografico. Dove va la popolazione del mondo?[1]

La questione demografica, cioè la rapida crescita della popolazione mondiale come portatrice di squilibri mondiali, pare superata. Secondo i dati delle Nazioni Unite[2] verso la fine del XXI secolo si arriverà ad una stabilità della popolazione mondiale. La curva, impennata durante l’ottocento e soprattutto nel novecento (negli anni settanta il tasso d’incremento raggiunge il 2% all’anno[3]), sta lentamente frenando. Oggi il tasso d’incremento si sta attestando intorno al 1%. A livello globale si pensa che intorno al 2100, con una popolazione stimata a 11.2 miliardi, si possa raggiungere quella crescita zero che implicherebbe stabilità. Parafrasando Fukuyama si potrebbe dire che ad un certo punto si arriverà alla “fine della demografia” con una popolazione che non cresce e non diminuisce, saremo di fronte ad una convergenza dei comportamenti demografici nel mondo, cioè alta sopravvivenza, stesso livello di riproduzione e con le migrazioni attenuate se non totalmente scomparse.

Massimo Livi Bacci, nel suo ultimo libro, sostiene, al contrario, che nonostante la popolazione stia convergendo verso la stazionarietà alla fine del secolo non ci sarà la “fine della demografia” ma che nel secolo XXI la demografia agirà in maniera incisiva nel mutare i rapporti tra la collettività. Le tendenze demografiche si intersecheranno e si influenzeranno mutuamente con fenomeni come l’ambiente, l’adattabilità,  la sostenibilità, la geopolitica, la globalizzazione, le disuguaglianze, la mobilità e le migrazioni.

Nel 2015 la popolazione mondiale è stimata pari a 7.3 miliardi e nel 2050 è previsto che cresca a 9.7 miliardi. 2.4 milioni di abitanti in più popoleranno la terra, si dovranno sostenere, spostare, abitare. Questi dati, però, sono la media di contesti molto diversi tra di loro, difatti l’aumento di popolazione sarà prodotto con un gradiente geografico differenziato e si produrrà con inflessioni diverse nelle varie parti del mondo.

Nei prossimi 35 anni non è previsto nessun aumento di popolazione nei paesi ricchi, mentre il 98% dell’aumento futuro avverrà nei paesi in via di sviluppo (la popolazione raddoppierà nei paesi estremamente poveri e crescerà di circa un quarto in quelli meno poveri). Più della metà di questo aumento si concentrerà nell’Africa subsahariana e il 28 % nel subcontinente indiano. Entro pochi decenni i paesi europei, il Giappone e la Cina entreranno in un percorso discendente con una struttura per età spostata verso l’età anziana e ci troveremo di fronte ad una diminuzione della popolazione delle aree rurali e un aumento nelle aree urbane, aumento concentrato principalmente nei territori costieri, fragili e densamente abitati, rispetto alle aree interne.

Viviamo in un mondo al massimo del disordine demografico.

In un mondo che si avvia verso i 7.3 miliardi di abitanti le diseguaglianze demografiche tra paesi sono oggi a un massimo storico. Più di 2 miliardi di abitanti hanno una riproduttività molto bassa e si sta andando in alcuni casi verso la media di un figlio per donna, un andamento verso il basso che continuerà a diffondersi nei prossimi anni non solo in Europa e in Giappone  ma anche in un numero crescente di altri paesi come la Cina che con la politica coercitiva del figlio unico adottata dal governo dopo la morte di Mao ha portato il suo tasso di natalità a 1.6 figli per donna[4]. Se da un lato la riproduttività sta diminuendo l’aspettativa di vita sta aumentando in tutte le popolazioni del pianeta, in Europa e nei paesi sviluppati è più del doppio di quella del secolo scorso. Ma la speranza di vita non è uguale in tutto il mondo, esiste ancora oggi una forte disparità, alcuni paesi come Giappone e Italia si stanno accostando verso “la società dei 100 anni” e in altri paesi  come in Afghanistan e Sudafrica  la speranza di vita non raggiunge i 50 anni[5]. Un milione e mezzo della popolazione mondiale ha una riproduttività molto alta, (si tratta indicativamente degli abitanti  dell’Africa subsahariana, alcuni paesi del Asia e dell’America Latina e circa 300 milioni che abitano alcune delle zone del nord del India). Nell’Africa subsahariana si parla di un numero medio per donna pari al 5.1, è un alta fecondità di oltre un miliardo di persone che genererà una forte crescita demografica. È una parte di mondo in cui si soffre ancora oggi di povertà, di mancanza di cibo, di malattie e alta mortalità, che accostate con l’altissima riproduttività e il forte incremento di popolazione chiudono quello che i demografi chiamano il cerchio della “trappola” maltusiana. Le guerre e la fuga dalla povertà muovono la complessa mobilità della società contemporanea in cui alcuni paesi hanno forti esodi demografici e altri li assorbono. Secondo i dati delle Nazioni Unite, Il flusso netto di migranti tra il mondo meno sviluppato e il mondo più sviluppato è stato stimato pari a 20 milioni tra il 2005 e il 2010, pari a 3.3 milioni all’anno[6]. La geo-demografia del XXI secolo sarà rivoluzionata dalle molte tendenze che sono già in atto oggi. Saremmo testimoni di forti cambiamenti di forza, con cicli di aumento di importanza di alcune aree geografiche e diminuzione di altre. La Cina, finora il paese più popolato della terra, perderà il suo primato a favore dell’India. L’Europa, che all’inizio del novecento contava il 25% della popolazione mondiale, nel 2050 dimezzerà il suo peso e raggiungerà nel 2100 il 6 -7 % della popolazione mondiale.

Il pianeta stretto

Sarà un pianeta stretto, diviso tra sovraffollamento e spopolamento. Molti limiti saranno raggiunti durante il XXI secolo, più della metà del globo è ormai antropizzato, direttamente o indirettamente, tra superficie insediate, infrastrutture, campagne coltivate, boschi cedui, pascoli organizzati già occupano il 54% de 134 milioni di chilometri quadrati della superficie terrestre. La longevità continua, anche se si pensa che non possa estendersi ancora in modo significativo. Una riproduttività ai minimi storici in alcuni paesi mentre si rimane ancora ai massimi consentiti dalla biologia in alcune altri. Limiti e barriere fisiche vengono interposti ai flussi migratori internazionali. Perfino il peso del corpo umano tocca a un tempo la soglia minima, tra il miliardo di denutriti, e quella massima, tra le schiere in aumento di obesi.

Mille volte più numerosi e mille volte più poveri di spazio; mille volte più veloci nel percorrerlo; cento volte più ingordi di energia. […] in un mondo nel quali le dotazioni di spazio, la capacità di muoversi, le disponibilità di energia sono distribuite in modo sommamente disuguale.

Un’asimmetria della crescita della popolazione che viene descritta da Livi Bacci con prudenze e senza facili catastrofismi. La futura pressione demografica non deve essere considerata un fenomeno poco influente sullo sviluppo, ma non può essere nemmeno identificata con una fuga e una pericolosa corsa, problemi che potrebbero pregiudicare lo sviluppo futuro, l’ordine politico e  i rapporti tra paesi. Secondo Livi Bacci l’umanità possiede la capacità di regolare e adattare i propri comportamenti, anche quelli demografici, al mutare delle circostanze. Soprattutto egli ritiene che questi problemi possano essere attenuati, se non risolti, da adeguate politiche sociali messe in atto dai governi, e sostenute dalla comunità internazionale.

Agim Kercuku

aging pyramid

fertilità

Aspettativa di vita-01

UN - Aging system-01

 

[1]Dove va la popolazione del mondo?” è il titolo della lezione tenuta il 17 ottobre 2015 da Massimo Livi Bacci, entro il ciclo di lezioni “Idee nuove nella grande trasformazione”.  L’intervento si inserisce nella: parte prima – Un mondo in movimento,  primo modulo – Grandi questioni globali, organizzato dalla Casa della Cultura di Milano – Scuola di Cultura Politica 2015-16.

[2] United Nation, World Population Prospects. The 2015 Revision (esa.un.org/unpd/wpp).

[3] con il tasso d’incremento della popolazione mondiale del 2 % significa che la si raggiungerebbe il raddoppio in solo 35 anni.

[4] United Nations, World Fertility Report, New York, 2013.

[5] United Nation, 2014.

[6] United Nation, World Popolation Prospect. The 2012 Revision, New York, 2013.

 

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