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Biella. Half District and Emerging Phenomena

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In the past, the city of Biella worked as a textile district and its functioning orbited around work-related issues. In the last forty years, many economic, social and institutional processes have deeply changed its functioning. What is left of its old organisation, in terms of space?

 

Da quarant’anni a questa parte, Biella, città del lavoro che in passato ha funzionato come un distretto tessile, è attraversata da processi economici, sociali ed istituzionali che ne hanno cambiato radicalmente il funzionamento. Cosa resta, in termini di spazio, della vecchia organizzazione? La tesi si interroga circa questa eredità a partire dall’ipotesi della persistenza di un funzionamento residuo, ancora influente. Provocatoriamente immagina che ne sussista metà (o quasi): metà popolazione, metà impiegati, metà aziende, uso di metà delle infrastrutture, di metà del patrimonio residenziale, di metà delle attrezzature del welfare e così via.

E’ ovviamente una forzatura che non intende semplificare la questione entro una coincidenza tra città e distretto, tanto meno risolverla in una proporzione numerica. La semplificazione è strumentale a porre l’accento su una transizione irrisolta, peraltro oggetto di una discussione molto accesa in campo economico. Una transizione che non è però da osservarsi attraverso dati e numeri che potrebbero deterministicamente convalidare o smentire l’ipotesi della metà. La metà che persiste è colta, in questa ricerca, attraverso un’osservazione fine degli spazi che ancora lavorano, seppure entro dinamiche nuove, col supporto o nel solco delle vecchie meccaniche distrettuali.

Nulla a che vedere con il ripensamento e riciclo dei grandi spazi produttivi, delle infrastrutture, o per intero della città entro una sua immagine complessiva che possa ricalcare o cancellare, entro qualche nuova forma, la vecchia. Nel territorio comprendente i tredici comuni tra i fiumi Strona e Tessera, a cavallo tra la Valle di Mosso, il Triverese e la Valsessera, la dimensione dell’abbandono è tale da mettere in discussione qualsiasi riterritorializzazione di capitali e lavoro nella forma in cui questa si è data un tempo. Alcuni fenomeni emergenti fanno però con forza i conti con ciò che è stato, ed in molti casi di ciò che è stato, e della sua riscrittura, si nutrono.

Un’osservazione minuta rivolta a questi fenomeni, rileva come a garanzia della loro emergenza vi sia per lo meno la metà di ciò che è stato. Vale per il turismo e per le economie locali, vale per le forme di accoglienza e ripopolamento delle vali e dei paesi. Il fenomeno è ben coglibile attorno ad alcune vecchie attrezzature distrettuali ancora, o nuovamente, in funzione. Per queste attrezzature la tesi si propone di suggerire alcune ipotesi di trasformazione spaziale.

La tesi si compone di tre parti: ½ Distretto, Fenomeni emergenti, Spazi.

Mirko Mantovan

Tesi di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Città, Politecnico di Torino.

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