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Prisoners in Caracas

barrio

Divided from the  dawn, Caracas grew in segregation. Thus giving rise to parallel realities, detached, unknown. A city of isolated fragments, a leading sea but that does not hold. Roads with a precise direction, but with one intention, are transitional spaces – not spaces to stay.

Prigionieri dentro Caracas

Divisa dagli albori, Caracas è cresciuta in segregazione. Dando così vita a realtà parallele, distaccate, sconosciute.
Una città di frammenti isolati, un mare che conduce ma che non trattiene. Strade dalla direzione precisa, ma con un’unica motivazione, sono spazi di transizione – non di permanenza. La maglia di collegamento ha perso la sua forza, svanisce nell’immaginario comune. Così, ogni frammento trova una motivazione identitaria, non pensata per collettività, ma per sé stessa. Ciascuno con una propria identità e ragione, si dimentica di una realtà più ampia. Indipendenti, autonome. Sconosciuti che celebrano le loro differenze. A volte guidati della paura, volontariamente si incontrano per separarsi. Si isolano, si nascondono. La violenza ha solo accelerato il processo. Con alte pareti e misure di sorveglianza, il limite è ancora più tangibile. Coloro che appartengono, e quelli che no, sono definiti e confrontati. Opposti. Hanno dimenticato che fanno parte di un unicum.

Alessandra Giron Osorio

Tesi di Laurea Magistrale in

Houses

Private

Checkpoint

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