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Occupy abandoned open spaces, Quilpue. Valparaiso. Cile

foto di panchorivescl

The concept of development is often linked to the search for profitability of land. In this connection, they are not strangers, in some cases, planning tools and regulation of land uses, that may accompany or promote commercial interests or real estate in areas highly relevant to environmental and socio-cultural character. It’s the case of a large part of the territory north of Quilpué, cities in the Chilean region of Valparaiso. Here, since ten years ago the population demonstrated against urbanization favored by the planning, that does not protect these lands and doesn’t guarantee sustainable development for the region. The thesis aims to analyze existing conflicts in the north of Quilpué trying to imagine scenarios redefinition of the limits to which we can reconcile different needs.

Occupare spazi abbandonati. Quilpue. Valparaiso. Cile

Il concetto di sviluppo è spesso connesso alla ricerca di redditività dei terreni. A questo nesso non sono estranei in alcuni casi gli strumenti di pianificazione e regolazione degli usi del suolo che possono accompagnare o favorire interessi commerciali o immobiliari in spazi altamente significativi per caratteri ambientali e socio-culturali. E’ il caso di un’ampia parte di territorio a nord di Quilpué, città nella regione cilena di Valparaiso. Qui, da dieci anni la popolazione manifesta contro urbanizzazioni favorite dalla pianificazione territoriale che non protegge questi terreni e non ne garantisce uno sviluppo sostenibile per la regione. La tesi vuole analizzare i conflitti esistenti nella zona nord di Quilpué provando ad immaginare scenari di ridefinizione dell’area entro i quali si possano conciliare esigenze diverse.

Fundo el Carmen

La zona presa in esame è costituita da un’ampia parte di territorio di circa 90 ettari, a nord di Quilpue. L’area è stata donata nel 1935 da Francisco Valencia Simms alla Fundación Nuestra Señora del Carmen, una fondazione formata da autorità civili e religiose dell’epoca. Considerata “un luogo di riposo, svago e meditazione per dipendenti, lavoratori e studenti, centri giovanili e religiosi del clero cattolico “. Al momento appartiene alla Universidad Pontificia Cattolica e ha uno statuto incerto: è un grande polmone verde con specie faunistiche e vegetali importanti ma è anche uno spazio privato, abbandonato che lo strumento di pianificazione urbanistica (Premval, 2013) destina solo parzialmente (48 ettari) a parco. Per questo, i cittadini chiedono che l’intera area ritorni ad essere spazio pubblico a garanzia e protezione di tutta la parte nord della città di Quilpué. L’area è ben collegata con la città e con la conurbazione di Valparaiso da una buona rete infrastrutturale automobilistica e dalla linea della metropolitana da cui dista 600 metri. E’ usata come uno spazio comune, libero dove praticare sport o passeggiare. La morfologia del luogo crea circuiti di interesse per gli atleti. D’altra parte il luogo è frequentato da persone che vi si recano per l’attrattivà paesaggistica (è uno straordinario belvedere sulla città) e per i caratteri naturali.

L’ambiguità delle destinazioni

Apparentemente lo strumento di piano, che è del 2015 tutela il territorio destinandolo per metà a parco, per metà a destinazione agricola. Tuttavia la legislazione cilena espone le aree a destinazione agricola a possibili processi di edificazione (“Nelle aree rurali dei piani regolatori intercomunali o metropolitane, le installazioni o costruzioni edilizie permessi saranno soggetti delle disposizioni che stabiliscono le autorità competenti …” fatti salvi alcune disposizioni della legge generale di Urbanistica e Edilizia del 1975). E infatti, nel 2013, il comune approva l’edificazione di 64 viviendas. Irregolarità nei processi e nelle autorizzazioni sono discusse da associazioni ecologiste che avviano diverse forme di protesta in difesa del carattere pubblico dell’area.

Uno studio di area vasta  

La situazione del Fundo el Carmen va inquadrata entro un contesto più vasto. Le mappe che seguono sono state prodotte in riferimento ad un’area di circa 500 ettari strategica poiché filtro tra le due citta di Quilpué e di Valparaiso. Flora e fauna: Si osserva l’esistenza delle unità bio-strutturali ben strutturate, formata in maggioranza da prati e boschi sclerofille ( formazione vegetale di propria del Cile. Si trova tra la Regione di Valparaiso e la regione di Bio Bio. E ‘caratterizzato da specie con caratteristiche xeromorfi con il tipo di foglie perenni, che permettono di resistere alla siccità estiva nel clima mediterraneo)., contenenti specie endemiche in queste strutture suscettibili di estinzione e di grande importanza per rappresentare la vegetazione tipica della regione. Nella zona si trova anche la Jubaea chilensis (Palma Cilena) specie protetta e rara. Molte le specie protette animali: rettili e anfibi, che hanno caratteristiche di vulnerabilità. Idrografia: I versanti appaiono principalmente nella zona delle “quebradas”. Questi passi d’ acqua confluiscono nel cosiddetto “estero di Quilpue”. Estero è il nome dato ad un terreno paludoso di solito è occupato da acqua di pioggia o dalla fuoriuscita di un fiume o di una laguna vicina dove le piante acquatiche abbondano. Quebradas è il nome dato a strette valli racchiuse dalle montagne i cui pendii cadono ripidamente verso la valle. Sono quasi sempre fosse tettoniche.  Nelle “quebradas” si sviluppano microclimi particolari grazie alla circolazione naturale dell’acqua. Le quebradas hanno umidità superiore alla norma che crea una diversa biodiversità vegetale. Osservando la ricca vegetazione che abbonda nei passi dell’acqua si può dire che esiste nell’area di studio un importante sistema biologico: un vero e proprio corridoio ecologico di grande importanza. Vi sono poi numerosi manufatti di importanza simbolica e culturale: una miniera di quarzo. Delle Pietre tacitas, ovvero monumenti nazionali di carattere archeologico, proprie della zona centrale, oltre ad essere la più antica del territorio cileno: circa 10.000 anni. Le pietre Tacitas sono grandi pietre che l’uomo ha perforato nel centro. Le perforazioni sono generalmente circolare e di varie dimensioni e sono state fatte per macinare i semi. Si tratta pertanto di una zona archeologica importante.

Un diverso parco 

La tesi studia l’infrastrutturazione necessaria ad un parco diffuso nell’ampia zona nord di Quilpue, entro il quale possano trovare condizioni alcuni insediamenti residenziali a bassa densità. Non dunque i 48 ettari di parco del piano Premval, che nulla dice di quanto potrà avvenire intorno, ma una intreccio complesso di corridoi che si estende su un’area più vasta. Alcuni dei quali destinati al movimento lento (delle persone, degli atleti, delle specie animali …), altri al movimento veloce (linea della metropolitana, infrastrutture che legano tra loro le due principali città. Altri corridoi saranno di natura energetica. Altri ancora avranno lo scopo di limitare e proteggere le aree più fragili e preziose dal punto di vista biologico: vere e proprie radure di alto valore culturale, naturale e paesaggistico. Le quebradas e i versanti costituiranno i capisaldi di questa nuova texture che vedrà la possibilità di insediare residenze, attrezzature per la cultura, il tempo libero, accogliendo le richieste di coloro che da ormai dieci anni rivendicano un uso pubblico di questa parte della conurbazione tra Quilpué e Valparaiso.

 

Nicole Labbe

Tesi di Laurea Magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Paesaggistico-Ambientale

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