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City and inequality. Marseille, 3rd Arrondissement

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Marseilles 3rd arrondissement is the poorest administrative unit area in France. A heavily layered, fragmented and incoherent territory. High rates of poverty and unemployment , many inmigrants and young people, those who S. Paugam called “poor disqualified .” An area that has been the center of attention in France over the last 20 years, object of major urban regeneration projects that have failed their plan to regenerate physically and socially the area but have been expulsion mechanisms of its actual inhabitants. The thesis attempts to give a careful reading of this “city of the excludeds” and provide design solution to a fragmented space and a society more etherogeneous and complex than the simplistic reading given by media and politics.

Città ed esclusione. Il 3° arrondissement di Marsiglia.

Il terzo distretto di Marsiglia è l’unità amministrativa più povera della Francia con un tasso di povertà del 51,3% (Insee, 2011). Anche volendo evitare certe categorizzazioni, il terzo distretto rimane indubbiamente un territorio con una significativa quantità di persone in condizione di povertà o più specificamente di quello che Paugam definisce “povertà squalificante”.
Si potrebbe pensare allora che si parli di un “territorio escluso” (Sassen, 2015), invece pochi territori in Francia sono stati oggetto di tanta attenzione, progettuale ma non solo, negli ultimi vent’anni. E’ solo uno dei tanti paradossi del terzo distretto, una parte di città fatta di tanti frammenti: insediamenti ottocenteschi rurali o spontanei, grandi industrie data la vicinanza al Neuf Port e alla ferrovia, “grand traveaux” come il porto, la ferrovia, e posteriormente anche grandi infrastrutture della città moderna come l’Autoroute du Soleil; e poi ancora esempi di “residence” e “ensembles” dei “trente glorieuses” ma anche pezzi di “città neoliberale” e chiare strategie di gentrificazione.
Tutti frammenti che convivono in forte tensione.
Già negli anni ’80 Paugam parla della lettura superficiale che la politica e la società danno delle “aree sensibili” in Francia catalogandole come spazi omogeni di una società omogenea. Giovani, immigrati, disoccupati. In realtà le zone sensibili sono più socialmente eterogenee di quello che si potrebbe inizialmente pensare. Ci sono differenze sostanziali tra i giovani, non tutti gli immigrati hanno la stessa provenienza, non tutti i disoccupati si trovano nella stessa situazione. Anche nel terzo distretto troviamo tanti giovani (45,5% della popolazione ha meno di 30 anni), tanti immigrati (27,8%), tanta disoccupazione (tasso di disoccupazione al 33,8%, quello giovanile al 48,3%). Ma ci sono anche dei “bobos” nelle zone gentrificate vicine alla Friche de la Belle de Mai, e nelle aree vicine al quartiere finanziario Euromediterranée sarebbe assurdo sostenere che ci abitino immigrati poveri. Il terzo distretto rappresenta per una grande massa d’immigrati illegali la porta di entrata in Europa, una categoria ad altissima mobilità ma che deve essere comunque considerata. Insomma, una società eterogenea quanto eterogeneo e frammentato è il territorio. Quale progetto per un pezzo di città così frammentato, ambiguo e, a volte, incoerente?
La prima mossa è quella di sottrarre concettualmente le aree dei grandi progetti degli ultimi 20 anni, simboli di una rigenerazione urbana e sociale che al terzo distretto non è mai arrivata ed anzi, più di una volta sono diventati meccanismi di espulsione, più o meno duri, di grandi fette della popolazione più sensibile. Si lavora invece su un arcipelago di spazi residuali, piccoli ed eterogenei. Altri frammenti. Si scelgono quattro zone con differenti inerzie, rappresentative del terzo distretto: le aree intorno alla “cité” Felix Pyat, le aree gentrificate dai “bobos” intorno alla Belle de Mai, gli spazi residuali intorno alle grandi infrastrutture viarie e la zona più densa vicina al Boulevard National. Quattro progetti urbani (la “renovatio urbis” di cui parla Secchi) che si propongono di migliorare la situazione del terzo distretto e dei suoi effettivi abitanti.

 

Luis Martin

Tesi di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Città, Politecnico di Torino.

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