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Exclusion in Turin

ROMA 03-01-2007 CARITAS DIOCESANA DI ROMA MENSA DEL COLLE OPPIO DISTRIBUZIONE DEI PASTI AGLI OSPITI POVERI ED IMMIGRATI

“Poverty, feminine noun, singular. Errata corrige. Poverty, feminine noun, plural.” The 2015 Caritas Report about poverty in Italy starts like this. In recent years a dramatic increase of Italian and foreign workers has been measured, who have used up any type of social safety net, including the family network. That is totaly new for Italy. The State, forced by the European spending review, cuts the social services and delegates to the family, which, at the mercy of the crisis and unsupported, is no longer able to support the weakest links within it.

Who thought that modern economic growth and the spread of knowledge could change the deep structures of the capital and inequality must think again. Today we are witnessing the growth of social inequality, the deepening of the gap between rich and poor, and the city becomes the place where these inequalities emerge and are represented. It is the “new urban question” identified by Secchi, who also denounces the responsibility of urbanism in the growing worse of inequalities themselves. My thesis focuses on the case of Turin, where there is an increase of people in need. The poor, the excluded people increase. A situation arising from the condition of structural weakness that has progressively invested Turin and its area, from the crisis of that society clearly centered on the industry to the economic crisis that since 2008 has affected tourism and high tech industry, on which Turin had relied. They talk of “new poor people”, plagued by feelings of failure and shame towards their children and denial of the future, exasperated because the situation in five years has not improved, despite the positive picture of recovery painted by the media. The poor, the excluded people return more than ever to be seen in the city. What are, then, the places of poverty and inequality? What are the places of exclusion? 

Exclusion in Turin

“Povertà, sostantivo femminile, singolare. Errata corrige. Povertà, sostantivo femminile, plurale“. Inizia così il Rapporto 2015 della Caritas sulla Povertà. In questi ultimi anni è stato registrato un incredibile aumento di lavoratori italiani e stranieri che hanno esaurito qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale, inclusa le rete familiare. Una novità in Italia. Lo Stato, costretto dalla spending review europea, taglia i servizi sociali e delega alla famiglia, che, in balia della crisi e priva di supporto, non riesce più a sostenere gli anelli più deboli che la compongono. Chi pensava che la moderna crescita economica e la diffusione del sapere potessero modificare le strutture profonde del capitale e dell’ineguaglianza si deve ricredere. Si assiste oggi alla crescita delle disuguaglianze sociali, all’approfondirsi della distanza tra ricchi e poveri, e la città diventa il luogo dove queste disuguaglianze emergono e si rappresentano. È la “nuova questione urbana” individuata da Secchi, che denuncia anche le responsabilità dell’urbanistica nell’aggravarsi delle disuguaglianze stesse. Il lavoro di tesi si concentra sul caso di Torino, dove si registra un aumento delle persone in difficoltà. Aumentano i poveri, gli esclusi. Una situazione che deriva dalla condizione di debolezza strutturale che ha progressivamente investito il territorio torinese, dalla crisi di quella società a economia nettamente centrata sull’industria alla crisi economica che dal 2008 ha colpito turismo e settore high tech, su cui la città aveva puntato. Si parla di “nuovi poveri”, afflitti da un sentimento di fallimento, di vergogna nei confronti dei propri figli e di negazione del futuro, esasperati perché la situazione in cinque anni non è migliorata, nonostante il quadro positivo di ripresa dipinto dai media. I poveri, gli esclusi, tornano oggi più che mai ad essere visibili in città. Quali sono, quindi, i luoghi della povertà e delle disuguaglianze? Quali sono i luoghi dell’esclusione?

Francesca La Carrubba

Tesi di Laurea Magistrale in Architettura Costruzioni Città, Politecnico di Torino.

 

Indice (bozza)

Introduzione. Politiche inospitali, pratiche e luoghi della povertà

Parte I  Urbanistica e Povertà

Cap.1 – L’urbanistica si è costruita sulla questione della povertà

Cap.2 – La Golden Age: l’ipertrofia dei ceti medi e il riemergere della povertà oggi

Cap. 3 – Una definizione della povertà (il rischio di una retorica inconcludente)

Parte II           Esplorare i luoghi della povertà a Torino

Cap.1 – Luoghi pubblici e Homeless

Homeless: figure in bilico tra intervento sociale e repressione. Bersagli della domanda di sicurezza. I luoghi pubblici sono una figura tradizionale dell’urbanità, sottoposti oggi ad una compressione della loro multi-dimensionalità: scompare l’elementare compresenza tra popolazioni differenti. Accentuazione di aspetti funzionali

Cap. 2 – luoghi dell’accoglienza e dell’aiuto

I gradi di ospitalità che la città riesce ad offrire: mappe (mense, punti acquisto solidale, Caritas ….).

Cap. 3 – I luoghi dell’emarginazione e del rifiuto

Il campo rom e le politiche della sicurezza

PARTE III

Cap. 1 –  Povertà e progetto

I luoghi della povertà sono indicatori di uno scarto con il progetto. O meglio, mostrano un intersezione tra principi di ordine ereditati (ad esempio: l’apertura degli spazi pubblici) e le condizioni di povertà. Mostrano l’accentuarsi di una visione regolativa e ordinativa della città che contrasta con l’idea della città come insieme di pratiche legate all’arte di usare/occupare lo spazio. E, insieme, alle regole atte  governare il conflitto tra usi diversi (Raymond)

Cap. 2 – Povertà e politiche

Le connessioni tra i luoghi e le pratiche esplorate e la costruzione del problema “povertà” entro le politiche urbane

Conclusioni. Torino

Intervista a ……………..

 

Riferimenti:

Bagnasco A. (2014), Per gli ottanta anni di Bernardo Secchi, dattiloscritto, Triennale di Milano, 2 giugno, pp. I-IV.

Benevolo L. (1962), Le origini dell’urbanistica moderna, Laterza, Bari

Deaglio A.  (2010) Il futuro del mondo passa da qui, City veins. Documentario

Donzelot J. (1999), La ville a trois vitesse, Éditions de la Villette, Paris.

Gruppo Abele (2011), Impoverimento e povertà, Edizioni Gruppo Abele, Torino

Hall P. (1988, Cities of Tomorrow, Blackwell, London

Raymond H. (1998), “Urbain, convivialità, culture”, in Les Annales de la Recherche Urbaine, n. 37, pp……….

Revelli M. (1999), Fuori Luogo, Boringhieri, Torino

Saraceno C. (2015), Il lavoro non basta, Feltrinelli, Milano

 

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