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Il racconto onesto

A new realism: there is one for every season and attitude, we might say. Philosophical attitude, of course, but also literary one. It shows all shades of the “honest novel” that Goffredo Fofi has collected for the first time on Lo Straniero and then in a book.

E’ stato pubblicato qualche mese fa da Contrasto un volume che raccoglie 60 brevi scritti, di 60 scrittori italiani cui è stata mandata una lettera dalla redazione de Lo Straniero, per invitarli a raccontare attraverso quale percorso ciascuno di loro ha fatto delle condizioni del nostro paese ispirazione per il proprio lavoro, cosa li ha spinti nella loro ricerca, come hanno affrontato l’intreccio tra motivazioni pubbliche e personali, tra le condizioni di oggi e quelle di un passato più o meno prossimo. Accanto ai 60 testi, posti rigorosamente in ordine alfabetico, 12 racconti fotografici, non meno angolati, incisivi e duri. L’ipotesi del progetto è che la letteratura e le ricostruzioni giornalistiche e d’inchiesta affrontino oggi, «meglio di quanto non abbiano fatto politici, professori e star della carta stampata» la storia recente del nostro paese. Meglio anche di altre forme espressive, quali il cinema, la canzone, il teatro. Ne è scaturita questa collezione di 60 diverse interpretazioni del rapporto tra l’orizzonte produttivo-comunicativo contemporaneo, il suo passato prossimo e le forme letterarie della sua restituzione. Questo esercizio collettivo ha degli aspetti di grande interesse e, nell’insieme, ricorda un altro periodo. Negli anni ottanta, nella calma della grande bonaccia che tutto stava cambiando, anche gli urbanisti sentivano la necessità di un “racconto onesto”. Ancora una volta, un nuovo realismo che sapesse contrapporsi alle finzioni immaginifiche o alle restituzioni burocratiche del periodo precedente. Posizionandosi non solo frontalmente alla realtà, ma anche di sghimbescio. Quel bisogno ha generato una sorta di coazione a ripetere infinite volte, narrazioni, descrizioni, mappe, progetti al fine di domesticare e rendere familiare (in un ceto senso, meno pericolosa) la situazione di città e territori in rapida trasformazione. Situazioni sentite come manchevoli, traumatiche. Nuovo realismo da contrapporre a funzioni immaginifiche: è qui la radice della “teoria della modificazione” che si vuole debitrice alle posizioni di Michel Butor.

 

Cristina Bianchetti

 

Goffredo Fofi (a cura di), Il racconto onesto. 60 scrittori, 60 risposte, Contrasto, Roma, 2015.

 

 

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