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Who are the excluded ones?

In his latest book, Saskia Sassen is back facing the issue of exclusion that from 80s has been constantly strengthened and diversified, covering individuals, lands, plants and animal species. Dynamics with different genealogies and reasons, settled by a sort of predatory formations. Two important issues are dealt with. The first one is a conceptual reversal: global capitalism diseases are reflected in many expulsions even more than in inequality experience. The second issue concerns the global cities as places where the different dynamics of expulsion are recomposed, the power becomes real.

Sassen, as ​​already done in earlier studies, offers a disenchanted look on the shiny windows of global cities and the masks of gentrification.

Chi sono gli esclusi?

Nel suo ultimo libro Saskia Sassen torna ad affrontare il tema dell’esclusione che aveva costruito un’intera stagione di studi in Francia negli anni 80 e 90. Gli esclusi di oggi sono in parte diversi da quelli al centro delle riflessioni di Paugam. Allora poveri e immigrati di seconda generazione. Oggi carcerati; sfollati costretti ad abbandonare le loro case per i meccanismi di floreclousers, ovvero di decadenza del debitore dal diritto di pagare il debito ipotecario; rifugiati internati in centri di raccolta (e, potremmo aggiungere, mobili lungo le rotte, i passaggi, gli sbarramenti che stanno ridisegnando un’altra Europa). Carcerati, sfollati, rifugiati. Tre figure dell’espulsione. Figure «estreme» che, in quanto tali, rendono visibile ciò che altrimenti potrebbe apparire vago e sfumato. Carcerati, sfollati e rifugiati sono esito di dinamiche specifiche e locali radicate in storie e genealogie differenti, spesso antiche. Nondimeno riflettono un’assonanza sistemica. Ci dicono come si sta riorganizzando l’economia contemporanea. Come si è riorganizzata a partire da quella faglia irriducibile che sono gli anni 80.

Sassen individua una serie di esempi, strumenti, vie, processi e condizioni che hanno a che fare con la nozione di esclusione. Istrumenti che vanno da «semplici provvedimenti a istituzioni, sistemi e tecniche complesse»; esemplare il forte sviluppo di strumenti finanziari ma anche il quadro normativo che permette il land grabbing (letteralmente accaparramento della terra) e l’impiego di tecniche avanzate minerarie (ad esempio la fratturazione idraulica, fracking). Vie assai diverse tra di loro: dalle politiche di austerità europee (e prima ancora quelle, molto più dure, applicate dal FMI in America Latina durante la crisi del debito estero) alle politiche ambientali che ignorano l’inquinamento ambientale in paesi molto diversi fra loro come possono essere gli Stati Uniti e la Russia.

La povertà degradante è l’esempio più efficace delle condizioni dell’espulsione, ma lo sono anche l’impoverimento della classe media nei paesi sviluppati, l’espulsione di milioni di contadini nei paesi poveri dovuta al land grabbing, le popolazioni nei campi profughi, i detenuti che affollano le prigioni dei paesi ricchi, i disoccupati cronici, le vittime di esproprio delle case durante la crisi immobiliare del 2008, il significativo aumento dei tassi di suicidio nei paesi del sud di Europa, l’espulsione di interi pezzi della biosfera da aree dove vengono messe in pratica tecniche minerarie avanzate.  Non tutte queste espulsioni  sono nuove, ma mai si erano verificate alla scala attuale.

Si può dire allora che «a partire degli anni 80 del secolo scorso le dinamiche di espulsioni dell’economia e dalla società sono andate costantemente rafforzandosi, fino a saldarsi al normale funzionamento di quella realtà». Queste dinamiche possono essere viste come «una sorta di formazione predatoria». Vale a dire che le espulsioni «non sono semplicemente il risultato di una decisione o di un’azione di un  individuo, un’impresa o un governo ma fanno parte di  un insieme più ampio di elementi, condizioni e dinamiche che si rafforzano reciprocamente». Questi sistemi complessi danno luogo sempre più spesso a logiche di «di pura e semplice brutalità», un capitalismo avanzato che ha come principali caratteristiche la spoliazione e la distruzione, un sistema che comporta l’immiserimento e l’esclusione di masse crescenti, le quali, a differenza che nel periodo keynesiano, non hanno più importanza poiché costituite da lavoratori e consumatori.  Queste tendenze, è sempre più chiaro, non sono anomalie o crisi ma fanno parte del nuovo sistema capitalistico avanzato.

Due sono i punti rilevanti del testo che rincorre statistiche e dati in movimento, riflettendo la situazione economica ad un paio di anni fa, prima di quella che per tutti oggi, è una (debole, entusiasmante, auspicata o solo ipotetica) ripresa. Il primo punto è un ribaltamento concettuale: «più ancora che nella familia re esperienza della crescita della diseguaglianza, è nell’idea di espulsione che si riflettono le patologie del capitalismo globale». I temi della diseguaglianza, dell’equità, dei ricchi e dei poveri sono da tempo al centro di un dibattito molto ampio che ha protagonisti autorevoli. Per Sassen meglio tornare al tema dell’esclusione e ridefinirla, provando a ripensare un’esclusione che non è solo di individui, ma di luoghi, di terre, di vegetazioni e animali minacciati da una feroce selezione che contrae le economie e, una volta contratte al netto di coloro che ne sono ricacciati fuori, può darne un quadro più rassicurante di stabilità e ripresa.

Il secondo punto è quello che segna la sua traiettoria di studi più da vicino. «Esistono luoghi in cui (le diverse dinamiche si ricompongono), dove il potere diventa concreto e può essere affrontato, dove gli oppressi sono parte dell’infrastruttura sociale creata a sostegno del potere. Le città globali sono uno di tali luoghi». Da una parte riecheggia Judit Butler quando ci dice di come il potere ci costruisca nostro malgrado. Dall’altra è uno sguardo disincantato sulle lucide vetrine delle città globali e le maschere della gentrification che tornano anch’esse al centro di nuove indagini.

 

Luis Martin

Sassen S., Espulsioni. Brutalità e complessità nell’economia globale, Il Mulino Bologna, 2015.

Paugam S., L’exclusion, l’état des savoirs, la Découvert, Paris, 1996.

Semi G., Gentrification, Il Mulino Bologna, 2015.

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