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An exploration of the relations between bodies and spaces. The Urban Interiors

The body is at the centre of the design of public space, even before the individual traditions of pragmatic and liberal thinking.

Una ricognizione dei rapporti tra corpi e spazi. Gli Urban Interiors

Al centro del progetto dello spazio pubblico, prima ancora che l’individuo della tradizione del pensiero pragmatico e liberale, vi è il corpo. Il corpo come operatore di relazioni complesse tra l’individuo e lo spazio. L’urbanistica deve fare i conti con la scorporazione che l’ha attraversata anche nei suoi punti più alti. Così come quando le teorie dell’exiztenzminimum hanno riproposto l’illusione funzionalista che presupponeva di sapere in anticipo come un corpo si sarebbe organizzato nello spazio. O come quando la celebre No-Stop City, inseriva figurine scorporate della cultura pop nei suoi monotoni piani infiniti, con un’astrattezza non diversa da quella giuridica o normativa che riduce l’individuo a espressione di un possesso, di un diritto, di una norma. O ancora, come nei sogni strutturalisti, privi di corporalità per definizione: affascinanti nei loro piani intrecciati infiniti, come nel caso dell’Open Air School Project di Aldo van Eyck che negli stessi anni (siamo a metà anni 50), progettava playgrounds in ogni spazio inconcluso di Amsterdam. Il funzionalismo, il radicalismo, lo strutturalismo sono solo tre esempi. Tre modi completamente diversi con i quali il progetto cade nello stesso errore di cui parla Deleuze, commentando il «cosa può un corpo?» di Spinoza. Quando ci esorta a riflettere sul fatto che «non si tratta mai di un soggetto genericamente inteso. Ma di te, di noi. Di ciò che proprio tu puoi, solo ed esclusivamente tu».

 

Gli esercizi che presentiamo sono una iniziale ricognizione dei rapporti tra corpi e spazi nella città di Torino, condotti nell’Atelier di Progettazione Urbana del III anno del corso Triennale in Architettura. a.a. 2014-2015, II periodo didattico. Professori Cristina Bianchetti e Roberta Ingaramo. Tutors: Agim Kercuku, Ianira Vassallo con Michele Cerruti But e Marcello Vietti.

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