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An urban wood. Controversial foundations of antiurbanism

Paolo Cognetti’s preface is one of the reasons for the interest in the new edition of the book Walden or Life in the Woods (Einaudi, 2015). The well-known story is laden with symbolic values. Cognetti tells us of Walden, a place close to Concord, the settlement that Thoreau could reach by walking in about half an hour. He goes to Concord to greet friends, to visit parents or to spend the evening with Emerson. We can infer from this that a certain sociability is also linked to an intimate and exclusive relationship with nature. Those who don’t complain (or those who fear) this sociability, don’t understand the vagaries implied by the secluded life.
For generations of environmentalists, Walden was able to celebrate an ethical, aesthetic and pratical intimate relationship with nature. In their opinion, the myth of the wild being couldn’t match with urban woods, as these woods were hidden places, shelters or retreats. The anti-urbanism tries to hide this wilderness everywhere, today like yesterday. We don’t need anymore the dreamlike image of the lake or the one of the forest.

 

Un bosco molto urbano. I controversi fondamenti dell’antiurbanesimo

Molta parte dell’interesse alla riedizione einaudiana del classico di Thoreau é nell’introduzione di Paolo Cognetti che riesce a mettere a fuoco con lucidità, un punto inusuale, che è anche una delle contraddizioni legate alla mitografia ambientalista dell’antiurbano.

Come si sa, Thoreau scrive della sua decisione a vivere nei boschi orientata dalle posizioni filosofiche di Ralph Waldo Emerson (che forse voleva semplicemente togliersi di torno l’ispirato e inconcludente istitutore dei propri figli, insinua Cognetti). Il terreno ceduto dallo stesso Emerson; la baracca comprata da contadini, smontata e rimontata da sé; tutto, volutamente caricato di valore simbolico: la data di inizio dell’avventura, il 4 luglio, il periodo di due anni, due mesi, due settimane, il narcisismo quasi adolescenziale della messa alla prova delle proprie forze che si incrocia con lo spirito fieramente individualista e insofferente delle costrizioni sociali respirato nei salotti radicali di Concord. Fin qui nulla di nuovo. Non è nuova la storia  del Trascendentalismo, della fascinazione subita da Thoreau, della sua decisione a vivere nel bosco guidata non solo dal vero e proprio culto della natura, ma anche dalla sua indole spigolosa e solitaria, dai problemi economici, dalla voglia di misurare le proprie capacità. Un combinarsi di concoause dalle quali scaturirà quell’esperienza e quel libro di un’influenza sproporzionata.

Non è qui la ragione dell’interesse. Ma in quelle brevi osservazioni di Cognetti che riguardano la distanza. «Il lago Walden dista meno di tre chilometri, o mezz’ora di cammino dall’abitato di Concord. Una strada che Henry in quei due anni percorre abbastanza spesso. Va in città per salutare gli amici, far visita ai genitori, passare la serata da Emerson, forse anche per rimediare un pasto; poi, di notte, torna nel bosco. Ma preferisce essere trovato che andare a trovare, e lascia aperta la sua porta per chiunque passi di lì: taglialegna, pescatori, manovali, contadini, cacciatori e perfino qualche poeta. E’ un bosco molto urbano …». Il mito della natura selvaggia non si adatta a quel luogo che è piuttosto un nascondiglio, un luogo protetto: abbastanza lontano da evitare interferenze, abbastanza vicino per potervi rientrare quando si vuole. «Oltre la prima collina, dopo mezz’ora di sentiero, potrebbe essere la distanza giusta».  Giusta per la solitudine, per affinare senso pratico ed estetico, per una sorta di anticipata etica della rinuncia. Se ne deduce che una certa socialità sia auspicabile ad un rapporto intimo ed esclusivo con la natura. Chi la teme o se ne stupisce non capisce fino in fondo i capricci della vita appartata.

Quello che per generazioni di ambientalisti è stato il testo capace di celebrare aspetti estetici e pratici di un’etica esclusiva ed esigente ha come teatro un luogo molto urbano. L’antiurbanesimo si nutre di esagerazioni e immagini radicali, ma è sempre alla ricerca di nascondigli, luoghi protetti, isolati. E li trova ovunque: non c’è più bisogno dell’immagine onirica del lago e del bosco. E’ sufficiente un sobborgo ordinato di un’ordinata città europea.

 

Cristina Bianchetti

 

 

Henry David Thoreau, Walden ovvero Vita nei boschi, traduzione Luca Lamberti, prefazione Paolo Cognetti, Einaudi, Torino, 2015, ET Classici, pp. XII, 308, € 12,00  (ed. or. 1854).

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