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Public Existenz Minimum. Public infrastructure in time of crisis

big_396993_5014__07_Source-de-friche-7-©-Ooze

Given the economic and institutional crisis that runs through European territories, public space design changes its shape. It assumes minimal traits and tests ‘strategies of the essential’. Is it possible to find a sort of ‘phenomenology of what is needful’, created by the regime of austerity dictated by the scarcity of resources?

Public Existenz Minimum. Infrastrutture pubbliche al tempo della crisi

A fronte della crisi economica e istituzionale che attraversa i territori europei, il progetto per la città pubblica si riduce e cambia forma. Assume tratti minimi e mette alla prova ‘strategie dell’essenziale’. Ridiscute le forme della modificazione praticate a partire dagli anni ottanta e ritratta quella dimensione olistica, pervasiva e coprente (‘tutto è paesaggio, il paesaggio è un tutto’) che a partire dagli anni novanta ha interpretato il territorio come un grande supporto attraversabile e progettabile in ogni sua parte. Il progetto per le infrastrutture pubbliche della città europea seleziona, opera rinunce, taglia porzioni e sottrae.

Pratiche di progettazione e strumenti messi a punto in anni recenti nel contesto europeo lo dimostrano. Progetti entro i quali questa riduzione (di risorse, mezzi, spazio) si traduce entro declinazioni differenti. Da un lato affidandosi alla rigidità di un quadro normativo garante, attraverso standard e norme convenzionali, di un minimo di qualità e comfort. Da un altro investendo su capabilities e pratiche di progettazione ‘dal basso’, dando luogo a forme di spazio pubblico autoprodotte. Infine, rivedendo strumenti e strategie di progettazione acquisiti entro tradizioni molto consolidate del progetto urbanistico: un ‘progetto di suolo’ minimo, sequenze di micro paesaggi, ricicli e rinaturalizzazioni.

E’ possibile rintracciare una sorta di ‘fenomenologia del necessario’ a partire da un archivio di progetti che lavorano sulla messa a punto di una infrastrutturazione minima, realizzata entro il regime di austerità dettato dalla scarsità di risorse?  Posizioni disciplinari elaborate in passato possono aiutare a ricollocare esperienze contemporanee entro la continuità di una storia profondamente europea, che non rinuncia al lavoro sulla propria più importante infrastruttura, quella appunto dello spazio pubblico, ma che, ridiscutendola profondamente, ne sovverte il funzionamento, gli usi, i valori in essa depositati.

Quirino Spinelli

Photo credit: Marjetica Potrc & OOZE, Source de Friche, Bruxelles, Belgio

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