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Beyond crisis. Biella

Beyond crisis |Biella focuses on crisis implications on space and planning. The case study is the Wool Industrial District of Biella, which is best known for its high quality wool production as well as it is the cradle of Italian Industrial Revolution. Biella is also actually the cell of the Economic Model based on Industrial Districts which was the most relevant development model in ‘80s and ‘90s in Italy.

Michele Cerruti But, (Tesi di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione Città, Politecnico di Torino, A.A. 2013/2014. Relatore: Cristina Bianchetti, Correlatore: Luca Ortelli)

 

These are the reasons why Biella could be the chance of studying contemporary Italian situation. The working hypothesis is that crisis would have changed the relations between society, economy and territory, which used to constitute a real paradigm since a decade ago. We suppose that this change is visible and could be described from the point of view of space, which is the one pertaining architecture and urbanism.

Adopting an ab-ductive/pragmatist approach we describe Biella looking for change symptoms and we suppose that the most relevant transformation of space lies in a radical new territorial complexity (actors, relations, hierarchies, overlapping, dynamics). Hereafter we reflect on planning and design practice as it is supposed to be the main architects tool for coping with issues and we hypothesize flexibility as answer to complexity since flexibility is defined as enabling the future. The Hippodamus horizontality grid seems to grant flexibility more in terms of metaphor than of morphology and we try to adopt it as a guide for planning dealing with the main Biella issues. The ambition is not yet a full plan but a metanarrative survey which reflects on planning horizontal territories.

Conclusions describe the new territorial complexity focusing on changing conditions, growth of multiplicity and emerging effervescences. After giving some answers to main Biella “vexatae questions” conclusions focus on further steps and open issues: (1) Because of the changed background conditions and inadequacy of the past one, architecture and urbanism require a renewed reflection on their specific research method, boundaries, goals and tools. (2) Contemporary world seems to face a kind of “new urban middle age” where surplus of culture, buildings, inequality, rust, dross, ruins… constitute a new reality whom we are not able anymore to give meaning to. What we used to name as “dismissed”, “recycled”, “reused” represents our cities permanent contemporary condition. (3) Nowadays trends radically change the meaning of “well-being” regarding living, privacy, public space. Planning is supposed to take it into consideration exploring new paradigms as well as dealing with the emerging role of social effervescences.

The Introduction is about the main representations of Biella, an historical survey, a sociological analysis of contemporary way of living, a description of trends.

Readings describe Biella through four territorial sections. Each of them is presented through a geographical description, an analysis of crisis implications, an interpretation of the main issues. Tools of the inquiry are: photography, mapping, data collecting, drawing, writing.

Writings describe Biella from the planning point of view. If crisis generates a more complex and dense territory, planning theory needs to get deepened. The “Horizontal city” metaphor is frequently given as the answer to XX Century main issues. We re-discuss here this metaphor through the four sections for proving its relevance, failure, re-tooling.

 

Oltre la crisi | Biella si concentra sulle implicazioni spaziali della crisi e sulla metamorfosi del progetto che essa induce. Il distretto laniero di Biella, culla della Rivoluzione Industriale Italiana e noto per l’altissima qualità dei suoi prodotti, è il caso studio su cui si concentra. Il modello economico basato sui distretti industriali ha rappresentato in Italia una svolta chiave dell’economia degli anni ’80 e ’90: è per queste ragioni che studiare Biella significa anche studiare la condizione italiana contemporanea in modo più esteso e generalizzato. L’ipotesi di lavoro è che la crisi abbia cambiato radicalmente le relazioni tra società, economia e territorio e che questo mutamento sia visibile e descrivibile attraverso il punto di vista che pertiene ad architettura e urbanistica: quello dello spazio.

Biella è descritta attraverso un approccio adduttivo/pragmatico che cerca prima di tutto i sintomi del cambiamento e che individua le trasformazioni più rilevanti dello spazio in una sorta di nuova complessità territoriale (attori, relazioni, gerarchie, sovrapposizioni, dinamiche). La riflessione sullo strumento primario dell’architettura, il progetto, intende evidenziare soprattutto delle questioni e ipotizzare la flessibilità come risposta alla complessità, definendo come “flessibile” ciò che rende possibile il futuro. La flessibilità viene ricercata nei progetti per Biella mettendo alla prova essenzialmente la griglia orizzontale ippodamea, archetipo del progetto urbano e territoriale, adottata non tanto nella sua valenza morfologica quanto piuttosto entro la sua valenza metaforica, in grado di mettere a fuoco le maggiori questioni. L’ambizione non è già quella di costruire un grande piano (sempre che sia ancora possibile) quanto piuttosto tracciare un’indagine metanarrativa sul progetto e sul territorio orizzontale.

Le conclusioni, oltre a mettere in luce la nuova complessità territoriale nei suoi caratteri di radicalizzazione delle condizioni, di estremizzazione delle diversità e di effervescente emergere di vivacità minori, fornisce delle risposte ad alcune vexatae questiones del territorio biellese. Più oltre, si concentra sulle questioni aperte che la ricerca ci pare offrire: (1) la necessità per l’architettura e l’urbanistica di rifondare il proprio metodo di ricerca, i confini, gli obiettivi e gli strumenti a fronte delle mutato contesto; (2) il mondo occidentale contemporaneo pare trovarsi in un “nuovo medioevo urbano” dove è difficile dare significato o risposta al sovrappiù di edifici, cultura, diseguaglianza, dismissione, abbandono, rovine. È necessario studiare le implicazioni che ciò che si liquidava come “dismesso”, “riciclato, “riutilizzato” diventa ora la condizione permanente di gran parte delle nostre città; (3) il significato di ciò che si intende per “ben-essere” e “qualità” è una delle chiavi di lettura del progetto contemporaneo, molto spesso coinvolto in dinamiche di impegno sociale e pratiche effervescenti. Resta da definirne gli ambiti, le relazioni, i caratteri.

L’Introduzione tenta di fare un quadro delle molte rappresentazioni di Biella, mostrarne un profilo storico, segnalarne un’analisi sociologica attuale, descriverne le tendenze.

Letture descrive Biella attraverso quattro sezioni territoriali, ciascuna delle quali è presentata attraverso un racconto geografico, un’analisi delle implicazioni della crisi, un’interpretazione delle maggiori questioni. Gli strumenti dell’indagine sono la fotografia, le mappatura, l’analisi di dati, il disegno, i testi.

Scritture descrive Biella attraverso il punto di vista del progetto. Se la crisi ha generato un territorio più denso e complesso, è necessario andare a fondo anche della teoria del progetto. La metafora della “città orizzontale” è spesso posta come risposta alle maggiori sfide e questioni del XX secolo. Viene qui ridiscussa nelle quattro sezioni per mettere alla prova la sua rilevanza, i suoi fallimenti, la sua necessità di riattrezzarsi.

 

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