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Esperienze abitative differenti nella seconda metà della vita

Il 3 dicembre prossimo, presso la Sala Bobbio della Città di Torino in via Corte d’Appello 16, si terrà il convegno ” Esperienze abitative differenti nella seconda metà della vita – Attitudes toward different ways of living in the second part of life” organizzato dall’ associazione di promozione sociale CoAbitare (www.coabitare.org) e dall’associazione culturale Casematte (www.casematte.it)

On 3rd December, at the Bobbio Hall of the City of Turin  in Corte d’Appello 16 street, will be held the conference “ Attitudes toward different ways of living in the second part of life” organized by association of social promotion CoAbitare (http://www.coabitare.org) and by the cultural association Casematte (http://www.casematte.it)

Immagine convegno Casematte

Dalla DESCRIZIONE DELL’INIZIATIVA:

I dati demografici raccontano che in Italia oggi c’è un over 60 ogni quattro abitanti, e che entro il 2050 nell’UE il numero delle persone oltre i 65 anni d’età crescerà del 70% e quello delle persone oltre gli 80 del 170% (http://aging.cnr.it/atlante.htmhttp://ec.europa.eu/health-eu/). La popolazione europea, e italiana in particolare, invecchia a ritmi ancor più veloci rispetto alle stime. Il cambiamento nella composizione demografica, richiede nuove soluzioni abitative e di servizi. Questa è la motivazione che ha spinto l’associazione Casematte, insieme a Seldon Ricerche, a svolgere nel 2011 un’indagine qualitativa sulla condizione abitativa dei pensionati e sulla loro disponibilità verso nuove forme dell’abitare, forme che prevedevano anche condivisione e scambio di servizi tra condomini. Il lavoro è stato promosso da un gruppo di soggetti composto dalle organizzazioni sindacali dei pensionati, SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP, il Programma Housing della Compagnia di San Paolo e un gruppo di professioniste che hanno unito le proprie capacità, risorse e le proprie finalità all’interno di un accordo di collaborazione. La finalità è stata principalmente quella di approfondire la conoscenza interpellando direttamente i protagonisti ed individuando elementi utili a mettere in campo azioni utili al superamento delle criticità, ciascuno secondo i propri ruoli e mandati: la negoziazione territoriale di politiche abitative, l’attivazione di progetti di sperimentazioni, e la qualificazione ulteriore delle proprie capacità professionali nella realizzazione di interventi a sostegno dell’autonomia abitativa.
A seguito di quanto è emerso dalla ricerca, alla fine del 2012 e nel 2013, è stato sviluppato un progetto a Ivrea nelle case ATC del quartiere Bellavista, ora in corso . L’obiettivo era quello di continuare ad approfondire i temi legati all’abitare delle persone anziane attivando diverse iniziative volte a promuovere e diffondere pratiche e comportamenti adeguati all’invecchiamento così da mantenere a lungo l’autonomia abitativa e a ridurre i rischi di incidenti domestici. Il progetto finanziato dal Programma Housing
della Compagnia di San Paolo, viene realizzato dall’associazione Casematte in collaborazione con Seldon Ricerche e promosso da Spi-cgil, Fnp cisl, Uil pensionati, Auser, Anteas, Ada, Comune di Ivrea e ATC.
Il tema del cohousing è stato uno dei temi affrontati sia nella ricerca del 2011 che nel lavoro sul quartiere Bellavista di Ivrea. All’estero sono diffuse comunità di cohousing sia miste sia rivolte a soli anziani, dove sono evidenti i vantaggi delle forme solidali dell’abitare: i risparmi economici, le pratiche di mutuo aiuto, la vivacità e qualità della vita. Quello che emerge è una interesse misto a diffidenza verso modelli abitativi differenti. Gli anziani italiani, non riuscendo ad immaginare di allontanarsi dalla propria casa, declinano l’idea ipotizzando di accogliere qualcuno, prioritariamente un familiare o una coppia di amici. La propensione appare connessa ad attitudini personali, più che influenzata da condizioni materiali di oggi o pregresse esperienze. Interessante è l’apparente nesso, da approfondire su larga scala, tra la propensione al cohousing e l’essere donna, visto che le sole due persone che hanno dichiarato di essere già alla ricerca di questa sistemazione sono tali. Il cohousing formato da persone con età diverse è stato realizzato da un gruppo nato all’interno dell’associazione Coabitare: il progetto di Cohousing Numero Zero di Porta Palazzo, a
Torino. La ricerca di una risposta possibile alle tante richieste emergenti di abitare sostenibile, specialmente in età matura, costituisce uno dei temi di riflessione di maggiore attualità. Un progetto europeo Grundvig in corso, intitolato “Co-Elderly”, si sta confrontando su questo tema, portando le esperienze di partner italiani, svedesi, inglesi e polacchi. Il progetto “Co-Elderly” si propone inoltre di elaborare delle linee guida per iniziare un co-housing per comunità anziane. La proposta di continuare a ragionare su queste tematiche è scaturita in seguito alla partecipazione di un membro degli enti proponenti ad un seminario organizzato nel Regno Unito all’interno di “Co-Elderly”. Relatori molto prestigiosi quali Maria Brenton, Dick Urban Vestbro,
Ingela Blomberg, pionieri del cohousing in Svezia e in Inghilterra, si sono resi disponibili a recarsi a Torino per raccontare le loro esperienze di cohousing della seconda parte della vita (secondo una definizione svedese).

L’iniziativa ha come obiettivo quello del confronto e dello scambio di ciò che diverse comunità, territori e “sistemi paese” hanno potuto sperimentare recentemente sul tema dell’abitare (individuale e collettivo) nella fase dell’invecchiamento.
Le testimonianze raccolte e l’interazione tra i vari relatori -testimoni sulle esperienze vissute nei vari contesti, corredate da elementi di auto-valutazione che raccontano luci ed ombre dei meccanismi di funzionamento, di appetibilità e di sostenibilità, potranno fornire importanti stimoli alla definizione delle nuove politiche locali in tema di abitare e di anziani.
Il valore aggiunto dato dalla compresenza concomitante di più esperienze che possono dialogare tra loro, fornisce agli stakeholder e ai decision makers invitati a partecipare una rara opportunità di orientamento, apprendimento e confronto. D’altra parte, la partecipazione all’iniziativa di operatori e opinion leader in tema di casa, abitare e servizi, potrà servire alla sensibilizzazione e presa in carico quotidiana del loro operare, della questione casa come prevenzione per un invecchiamento attivo.
La raccolta degli atti del convegno potrà divenire pubblicazione on line da veicolare a tavoli istituzionali anche oltre frontiera per lo sviluppo di prassi condivise e di interazioni continue.

Programma del convegno  ore 9-13:

– Chiara Casotti, Introduzione
– Elide Tisi, Saluti della Città
– Maria Brenton, Senior cohousing: why the UK needs it and progress so far
– Ingela Blomberg, Living in community
– Dorette Deutsch, Le Case di Tiedoli e il successo di questo modello in Germania
– Inga Alander, Collaborative housing in the second part of life in Sweden
– Carla Costanzi, Soluzioni abitative per la terza età: domanda e offerta a confronto
– Jacopo Gresleri, Case per anziani: ora o ancora?
– Giovanna Spolti, Atteggiamenti e propensioni degli anziani italiani verso nuovi modi di abitare
– Giovanni Magnano (Comune di Torino), Verso soluzioni innovative per l’abitare. Orientamenti delle politiche pubbliche

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