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Sharing new public spaces in Cusco, Peru (D.U. Cusco, A.A. 2012-2013)

aree di progetto FINALE

Cusco is a 300,000 inhabitants Peruvian city. It extends for over 10 miles along a narrow valley formed by the Rio Huatanay. The city expands linearly to the east of its incaic historic center (World Heritage Site since 1983) without any planning tool that drove growth and densification. In about ten years the city’s population is expected to double within a space that is already saturated: because the valley is small and the airport is located in its midst (tourism is the only important local economy’s driving force, with two million tourists every year).

A narrow valley, divided longitudinally into two by the runway, with no infrastructure to ensure efficient mobility, with a lack of services and meeting spaces, where each building is rapidly growing up to thirteen floors (this is the only limit that rules the process of densification). On these problems, the Master Course in Architecture Construction City at the Polytechnic of Turin tried to investigate a specific hypothesis: that the conversion in metropolitan tramway of an old railway line that runs along the valley, could give rise to a sequence of small central places, as well as activate a system of linear, fast and efficient public transport.

Below are three projects that wonder about strategies to enable the construction of new centralities within this problematic context. Starting from a complex functional program (including housing and commercial activities, facilities and public services), the projects try to imagine new configurations that could pay particular attention to the mediation between private and collective spaces, local and metropolitan mobility, services to the neighborhood and to the city.

The projects take the form of a sequence of strongly identified places within the existing urban fabric, because of their configuration and of their uses. As if they were niches: small and compact closed worlds (often contained by walls) that could be supported by a network of associations and provide services to the city. Through this way, these shared spaces may give expression to a variety of different public spaces that could contrast the ongoing process of the historic city’s normalization (The Design Unit was led by Pierre-Alain Croset, Simonetta Pagliolico and Angelo Sampieri during the second semester of the 2012-2013 academic year).

Angelo Sampieri

Condividere luoghi centrali di nuova fondazione a Cusco, Perù

Cusco è una città del Perù di circa 300.000 abitanti che si estende per oltre 15 chilometri lungo una stretta valle formata dal Rio Huatanay. Accanto al centro storico, di fondazione inca, e patrimonio dell’umanità dal 1983, la città si espande linearmente verso est, senza alcuno strumento di pianificazione che ne abbia orientato crescita e densificazione. In circa dieci anni è previsto il raddoppio della popolazione entro uno spazio che appare già saturo, perchè esiguo, perchè nel suo bel mezzo, è collocato l’aeroporto, unico vero volano dell’economia locale, con i suoi due milioni di turisti l’anno.

Una valle stretta, divisa longitudinalmente in due dalla pista dell’aeroporto, priva di infrastrutture che garantiscano una mobilità efficiente, carente di servizi e spazi di aggregazione, dove, nel giro di una sola stagione, gli edifici crescono fino a tredici piani (unico limite che regoli il processo di densificazione in corso). Attorno a questi problemi ha lavorato un laboratorio di progettazione del Corso di Laurea Magistrale in Architettura Costruzione e Città del Politecnico di Torino, ipotizzando che la riconversione in tramway metropolitano di una vecchia linea ferroviaria che corre lungo la valle, possa dare luogo ad una sequenza di piccole centralità attorno alle singole stazioni, oltre che attivare un sistema di trasporto pubblico lineare, rapido ed efficiente.

Di seguito sono riportati alcuni lavori che, a partire dallo studio dei processi di densificazione in corso, e sulla base di alcune ipotesi di un loro sviluppo, si interrogano attorno a strategie da attivare per la costruzione di nuove centralità entro un tessuto urbano problematico quale quello analizzato. A partire da un programma funzionale complesso, che tiene a sè spazi della residenza e del commercio, accanto ad attrezzature collettive e servizi pubblici, le sperimentazioni immaginano nuove configurazioni che tengano conto degli spazi di mediazione tra ambienti privati e collettivi, mobilità locale e metropolitana, servizi al quartiere e alla città.

Le singole esplorazioni prendono la forma di luoghi bene riconoscibili all’interno del tessuto urbano esistente, in ragione del loro impianto quanto degli usi che su di loro insistono. Come delle nicchie, dei piccoli mondi, finiti e compatti (spesso contenuti da muri o comunque unitari nell’impianto introverso), retti da un tessuto associativo che si immagina poter elargire servizi e connotare, attraverso la propria attività, un carattere collettivo difforme nelle diverse, ripetute situazioni, ad espressione di una varietà e disomogeneità di spazi pubblici che confligga con il processo di patrimonializzazione e normalizzazione in corso nel centro storico della città (La Design Unit è stata coordinata da Pierre-Alain Croset, Simonetta Pagliolico e Angelo Sampieri durante il secondo semestre dell’A.A. 2012-2013).

Angelo Sampieri

1. The Inner Condition of a Public Space, Ludovica Miraval, Diana Paoluzzi, Anton Zoetmulder

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2. Public Space as Open Urban Block, Luca Bertone, Leonardo Ramondetti, Cinzia Stella, Chiara Viano

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3. Shared Living in a Public Space Martina Alterini, Laure De Vroey, Siri Edling, Silvia Lanteri

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