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Badlands Colonizing Processes: B5, the Netherlands

This thesis explores the Brabant, a region deeply marked by the presence of water and industry. Here, there are five towns that, for historical, cultural and functional reasons, are closely interrelated: Tilburg, Helmond, s-Hertogenbosch, Eindhoven, and Breda. The aim of this thesis is to study some of the ways of shared living that have been colonizing many areas of this region (episodes seizing dismissed area or, just the opposite, well fitted in urban contexts). In all these situations we can find new and different ways of “vivre ensemble” as a phenomenon that has ancient roots in Northern Europe, above all in the Netherlands.

Alessandra Conticini (Tesi di Laurea Magistrale in Architettura, Politecnico di Torino, A.A. 2011-2012. Relatore: Angelo Sampieri, Cristina Bianchetti, Laura Cantarella)

 


The first part of the thesis has focused on shared living practices around the five towns. The inquiry has been guided through several observations: photography surveys and maps aimed to represent the frequency of sharing episodes in different territorial contexts. The main outcome of this first part is the B5 Kanaalzones map: a synthetic representation which, by using different interpretational codes, investigates these territories through the lens of the shared living.

The second part of the thesis has focused on Breda, a small size town of 176.000 inhabitants, whose population has unique features, even in relation to the Netherlands:  it’s a growing population, young, fairly uncosmopolitan, with a low, sometimes tiny, presence of families compared to the singles. The economic crisis of the recent years has influenced the local productivity, but it has not remarkably affected the real estate market, which has been stimulated by the gentrification of some urban districts. The thesis has explored the current Breda condition through statistical surveys and land investigation concerning, especially, the use of the soils. Through these inquiries, Breda emerges as a well organized town, permeable, characterized by a lively network of many associations. Maps and diagrams show the localization and the relevance of the association network.

Breda has recently been the object of several urban projects. The most famous one is Chassé Park: a new residential district, located south of the historical center, following a campus settlement strategy and designed by OMA, among others. Another project, titled Via Breda, became the pretext for a design exercise. This exercise is the object of the third part of the thesis. Via Breda is a project promoted by the municipality. It includes a large part of the land that was occupied by old rail paths and some industrial areas. It’s located north of the city centre and beyond the railway line and the Ring canal. Via Breda is an immense, “wrong” and malconceived project. Its deconstruction has been the first step to set an alternative design proposal aiming to better design the area, by 1) respecting local characteristics, 2) confronting problems related to people living close to the area, and 3) trying to include local associations and promote existing sharing practices.

The project developed within this thesis concerns two areas of the Via Breda project not yet reconstructed: Markoevers and Zoete Inval. The project sets up three urban reconfiguration strategies. The first one focuses on the specific conditions of the soil: its physical and morphological characters, its pollution, and recovering of the industrial past of the site. This first strategy articulates a specific phasing program: reclaiming, cultivation, reforestation, and construction. The second strategy looks at the water and its related activities. The project chooses to expand the current water system up to the three huge tanks in the central part of Zoete Inval. So many activities are connected to the water: sailing, boats and houseboat construction, associations and educational institutions. The third strategy concerns roads and water mobility. It tries to rethink the Breda infrastructural plan of the north district, within the huge sector between the railway and the Ring. This strategy imposes a new connection system linking the city center with the new districts.

A conceptual diagram combines the three strategies, organizing the new project in four main parts:

– the Membrane. Part of the land related to the handcraft areas up north and with the new settlements to the south. It’s here that the local association network is located.

– the Water Square. The new water basin connected with the main canal, but also the main public area of the Zoete Inval.

– the Park. The large part of land tightly related with the rural territories to the north-west. It is specifically designed for reclaiming, protecting against noise pollution, and introducing shared farming practices.

– the Settlement. Organized through different strategies inspired by some iconic projects of the last twenty years of Dutch architectural and urban research on housing.

B5, Olanda. Processi di colonizzazione di territori difficili.Alessandra Conticini, Tesi di laurea magistrale, a.a. 2011-2012, Politecnico di Torino

Questa tesi esplora una parte del territorio del Brabante, fortemente segnata dalla presenza dell’acqua e dell’industria. In esso, cinque città sono, per ragioni storiche, culturali e funzionali strettamente connesse: Tilburg, Helmond, s-Hertogenbosch, Eindhoven, Breda.

Scopo della tesi è cogliere differenti espressioni di un abitare condiviso che negli ultimi venti anni ha letteralmente colonizzato molte parti di questo territorio. Si tratta di episodi puntuali e ripetuti che occupano luoghi non più utilizzati, abbandonati o, al contrario bene inseriti entro contesti urbani. In questi episodi si ritrovano nuove e diverse declinazioni di un “vivre ensemble” che ha, nel nord Europa (e nell’Olanda, in particolare), antiche radici.

La prima parte della tesi è focalizzata sulla presenza di pratiche abitative condivise nelle cinque città. L’indagine è stata condotta a mezzo di ripetute osservazioni, ampi rilievi fotografici e la costruzione di mappe che tendono a rappresentare la frequenza di episodi di condivisione nei diversi contesti territoriali. Esito di questa prima parte è la mappa B5 Kanaalzones: una rappresentazione sintetica che, mezzo di diversi registri grafici e interpretativi, fornisce una interpretazione del territorio orientata all’abitare condiviso.

La seconda parte della tesi indaga la città di Breda: una piccola città, di 176.000 abitanti, la cui popolazione ha tratti singolari anche in rapporto alla situazione olandese: si tratta di una popolazione in crescita, giovane, meno cosmopolita di quella di altre realtà urbane, con una bassa (a volte bassissima) presenza di famiglie, rispetto ad individui singoli. La crisi economica di questi anni ha inciso sull’attività produttiva locale, ma non in misura consistente sul mercato immobiliare, trainato da episodi di riqualificazione di intere parti urbane. La tesi ha esplorato l’attuale situazione di Breda a mezzo di indagini statistiche e di rilievi che hanno riguardato, in particolare, gli usi e la consistenza dei suoli. A valle di queste indagini, Breda pare una città ordinata nelle sue diverse parti, permeabile (a meno delle fratture generate nei tessuti urbani da importanti episodi di dismissione), connotata da un vivace associazionismo. Mappe e diagrammi restituiscono la localizzazione e l’intensità delle realtà associative.

La città di Breda è stata oggetto recentemente di numerosi progetti urbani. Il più noto dei quali è il progetto Chasse Park: un nuovo grande quartiere nella parte sud del centro storico, progettato, tra gli altri, dallo studio OMA, a partire da un principio insediativo proprio del campus.  Altri progetti di cui oggi è fatta oggetto la città sono assai meno interessanti. Tra questi, il progetto “Via Breda” che è diventato all’interno di questa ricerca pretesto per l’esercizio progettuale che ne costituisce la terza parte. Si tratta di un progetto, di iniziativa pubblica che insiste su un’ampia parte di territorio liberata dai binari e dalle presenze industriali,  a nord del centro storico, oltre il canale e la ferrovia. “Via Breda” è un progetto sbagliato, ancorché imponente. La sua decostruzione è stata il primo passo di un’esplorazione progettuale tesa ad una migliore configurazione di questa parte della città, cioè ad una configurazione rispettosa dei caratteri del luogo, attenta ai problemi relativi all’abitare e capace di dare spazio a pratiche associative e di condivisione.

Il progetto sviluppato dalla tesi concerne le due parti di Markoevers e Zoete Inval a oggi non ancora investite dalla trasformazione e prende avvio da tre strategie di riconfigurazione territoriale. La prima è una strategia di attenzione alle condizioni specifiche del suolo: dei suoi caratteri fisici e morfologici, del grado di inquinamento, dei manufatti che vi insistono. Questa prima strategia detta azioni di bonifica, coltivazione, riforestazione, costruzione. Una seconda strategia  ha attenzione alla presenza dell’acqua e alle attività che con essa hanno direttamente a che fare. Ad essa è riconducibile la decisione di espandere il sistema delle acque fino a raggiungere le tre grandi vasche presenti nella parte centrale di Zoete Inval. Alla presenza dell’acqua è connesso un insieme vasto di pratiche che riguardano la navigazione, la costruzione di barche e house boat, la residenza, attività associative, educative e di svago connesse all’acqua. La terza strategia riguarda la mobilità su acqua e su strada e, in particolare il ridisegno dell’infrastrutturazione viaria a nord della città, nell’ampio settore compreso tra la circonvallazione esterna e la ferrovia. Questa strategia detta un nuovo sistema di connessioni tra il centro e i nuovi quartieri e una trama minuta di percorsi.

Le tre strategie sono sintetizzate in uno schema concettuale che permette di articolare la nuova espansione in quattro parti: la membrana (ovvero quella parte di territorio che distingue e mette in relazione l’area artigianale a nord con il nuovo quartiere abitato; la membrana è il supporto più importante per l’associazionismo locale); la piazza d’acqua (ovvero la parte di territorio, in connessione con il canale principale, la parte più pubblica dell’abitare a Zoete Inval); il parco (in connessione con i territori agricoli a nord e diversamente progettato in funzione di necessità di bonificare, proteggere l’abitato da inquinamento sonoro, introdurre pratiche condivise di coltivazione); l’abitato che si declina ulteriormente in differenti principi insediativi i quali prendono spunto da progetti emblematici della sperimentazione olandese sull’abitare degli ultimi venti anni. Il masterplan restituisce sviluppo e definizione delle quattro parti del progetto.

Alessandra Conticini (Tesi di Laurea Magistrale in Architettura, Politecnico di Torino, A.A. 2011-2012. Relatore: Angelo Sampieri, Cristina Bianchetti, Laura Cantarella)

 

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