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Stadtgut Blankenfelde. Imprese sociali e nuovi ecologismi

Stadtgut, “La città del bene”, si trova nel villaggio di Blankenfelde del quartiere di Pankow a nord di Berlino. Si tratta di un ampio ritaglio di terreno tra la Blankenfelder Chaussee e due strade minori, la Hauptstrasse e la Berliner Strasse. Un insieme eterogeneo di fabbricati articolati su due corti occupa la parte nord-ovest dell’area. Il resto è spazio aperto: prati segnati da filari di alberi e percorsi pedonali, un bosco sul sedime di un parco. Nel corso degli ultimi cinquecento anni “La città del bene” è stata un castello, una fattoria, una casa padronale, una distilleria, un sanatorio, una casa di cura, un campo di rifugiati dell’Armata Rossa, un centro di formazione e produzione agricola (il “Volkseigenes Gut”, sotto la DDR) e molto altro.

Dal 1965 il progressivo abbandono. Fino al 2002, quando l’associazione “Natur&Kultur LaSaal-Lübars” inizia una serie di trattative con l’amministrazione pubblica per acquisire il complesso ed occuparsi del suo recupero, sottraendolo ad una speculazione immobiliare già in progetto. Un salvataggio quindi, ad opera di una nuova associazione adesso nominata “Stadtgut Blankenfelde”, “La città del bene di Blankenfelde”, che, con il sostegno dell’amministrazione pubblica, indice un concorso di progettazione ed avvia il recupero degli spazi. L’obiettivo è quello di restaurare i manufatti architettonici e recuperare gli spazi aperti, adibirli ad attività educative e di sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente e del territorio circostante (in collaborazione con il vicino Parco Barnim), dell’arte e dell’artigianato, della vita relazionale e della responsabilità sociale

Inizia così un processo di riconversione dei manufatti e del parco che conduce alla bonifica dell’area, alla realizzazione di una serie di spazi educativi e per il gioco, per l’artigianato, la cura delle piante e l’allevamento degli animali. Accanto alle attività ricreative ed educative, si promuovo quelle terapeutiche, di cura ed assistenza psichiatrica, integrazione di persone con malattie mentali. Si attiva un cinema all’aperto e laboratori multimediali, si organizzano eventi teatrali e festival annuali. In programma, un maggiore investimento sul turismo, la possibilità che “La città del bene” possa candidarsi a divenire una sorta di porta di accesso al Parco Barnim ed alle sue attività, con un centro di documentazione, un noleggio di biciclette e la possibilità di ospitare chi attraversa questo territorio, a piedi o in bici.

Non solo. Nella città del bene si torna oggi ad abitare. La villa padronale e l’ex casa di cura tornano ad ospitare la residenza: 27 appartamenti assegnati a persone che intendono sperimentare lavoro e vita in comune. 49 adulti e 22 bambini impegnati a collaborare al progetto lavorando con regolarità al restauro dei manufatti ed alle varie attività del centro, fino a recuperare tradizioni socialiste come quelle del lavoro obbligatorio settimanale, il “Samstagewerk”. Le iscrizioni sono aperte. Tutti coloro che desiderano fare domanda per un appartamento, sono sottoposti a colloqui, viene chiesto loro di immaginare di vivere in gruppo, e sono invitati a trascorrere un periodo di almeno due mesi di familiarizzazione con il luogo e con gli altri membri prima di acquisire un’appartamento.

“Un esperimento sociale”, come si riporta nel sito dell’associazione (http://www.stadtgut-blankenfelde.de/wordpress/wohnen/). A servizio della città.

Angelo Sampieri

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