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B5. Tilburg/Puishaven

Il binomio acqua-industria, peculiare, seppur non esclusivo dei territori olandesi, a Puishaven trova conferma lungo un’ex propaggine produttiva dell’Hoevense Kanaaldijkeche che dal centro cittadino si protrae verso l’esterno della città attraverso insediamenti dalle geometrie rigorose e dai materiali duri. Qui è chiaro l’intento della pubblica amministazione di spingere progressivamente verso l’esterno le attività produttive, demolendo o riconvertendo gli edifici industriali più vicini al ring.

Fuori dal centro della città, in prossimità delle aree esondabili, laddove la pressione del mercato immobiliare è più debole, si possono osservare alcune forme dell’abitare che convivono con le attività industriali. Forme e modi mutevoli e temporanei, che occupano spazi tra terra e acqua, stratificando qui, su di una striscia di suolo profonda pochi metri, alcune pratiche di condivisione.

Da un lato, case galleggianti che gettano l’ancora in prossimità di un attracco libero (solitamente dotato dall’amministrazione cittadina di numero civico e di un kit per la raccolta differenziata), dall’altro, approdi che consentono agli abitanti delle imbarcazioni l’uso collettivo dell’argine, dove si organizzano orti, si accumulano attrezzi da lavoro per la manutenzione delle barche ed ancore per eventuali naviganti che desiderino ormeggiare per un po’.

Nonostante sia il Comune a regolarizzare l’houseboating (generalmente confinandolo nelle zone di esondazione), il  punto di riferimento per gli abitanti delle houseboat è l’associazione Wateridee, anch’essa a pelo d’acqua. Gestita da una pittrice e da uno skipper, l’associazione si è dotata di un duplice programma: da un lato sensibilizza la popolazione verso questo tipo di abitare, dall’altro sostiene chi vi ha già aderito. Chi sceglie di vivere nelle case galleggianti non deve necessariamente affiliarsi all’associazione. Può trovare aiuto in caso di riparazioni veloci o consigli sulla navigazione.

Il programma on line dell’associazione (www.wateridee.nl) illustra la promozione di workshops/crocere, attraverso un’offerta diversificata di iniziative: pacchetti per bambini, famiglie, coppie, comprendenti attività molteplici, che vanno dal corso di pittura alla scuola di vela. Tutte le attività (ovviamente a pagamento) sono improntate sulla convivialità, e si concludono generalmente con un pasto genuino offerto sottocoperta.

Il tema della condivisione a Tilburg torna ad incrociare la rete associativa che, tra impianti industriali attivi e capannoni  dismessi, promuove uno stile di vita alternativo, dove i cittadini si trasformano in equipaggio e condividono, anche se solo temporamenamente, la passione ed i disagi di un abitare a pelo d’acqua ( Puishaven in Tilburg is currently being studied in the Thesis Seminar Shared spaces for the contemporary city).

Alessandra Conticini

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