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B5. Eindhoven/Willemsvaart Kanaal

Tijng Yeung, 37 anni, nata a Rotterdam da genitori cinesi, un passato da squatter, è stata negli anni novanta tra gli occupanti della storica Sigarenfabrieken di Eindhoven. “Eravamo organizzatissimi: c’erano turni per pulire, turni per cucinare, ci aiutavamo per tutto, chi aveva un lavoro pagava la spesa a chi era senza soldi, e chi non era dei nostri era comunque accolto, poteva avere un pasto caldo o un letto. Nel nome dell’anarchia, del veganesimo e dell’antifascismo, ci sentivamo una cosa sola”. Della Sigarenfabrieken resta oggi uno scheletro addossato al Zuid-Willemsvaart Kanaal. Una copertura accartocciata, qualche muro diroccato e solai senza connessioni verticali. Poco distante, la  Linnennfabrieken, una cortina muraria che cinge un luogo storico del movimento punk della città: l’Effenaar. “Là ci andavamo quando ci sgomberavano e quando dovevamo organizzare qualcosa di grosso, qualche incontro con gruppi di altre città”.

Tutto questo oggi non c’è più. Il movimento punk che ha animato Eindhoven nell’ultimo ventennio del secolo scorso scompare alla fine degli anni novanta, assieme alle prime demolizioni di fabbriche ed i progetti di riqualificazione di alcune aree lungo il canale. Persistono invece le occupazioni. Più regolate ed organizzate di un tempo, meno aggregate nei luoghi della vecchia dismissione. Oggi, si occupano spazi spesso piccoli, variamente dislocati nella città: un appartamento in pieno centro come il pilone del ponte verso Geldrop. Forme e modi nuovi che si avvalgono di social network e di una rete molto strutturata a supporto degli occupanti.

L’Ass (Advisory Service for Squatters) è una di queste associazioni, che oltre a fornire assistenza legale durante i contenziosi con i proprietari, dà consigli su come condurre l’occupazione e mappa gli edifici facilmente occupabili. Tanto che oggi, a Eindhoven, si possono organizzare veri e propri tour in bicicletta in giro per proprietà occupabili. Per tenersi informati si possono consultare siti come  http://kraakverbod.squat.net/opendag.php/ o http://planet.squat.net/. Il fenomeno è indice, al contempo, delle dimensioni che l’occupazione abusiva sta assumendo e dell’organizzazione che a questa domanda fa seguito. Guida alla mano (http://kraakhandleiding.squat.net/english.html), i nuovi squatter occupano nella consapevolezza di alcuni diritti. Dei supporti ideologici di un tempo resta poco. Prevale il riferimento ad un vago ecologismo anarchico che orienta forme e modi del nuovo vivere assieme.

Alessandra Conticini

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