Skip to content

B5. Helmond/Willemsvaart Kanaal

Walking along the central part of Willemsvaart Kanaal, Helmond’s industrial past can be read through the renovation projects which replaced the old textile industry buildings with shops and restaurants for the nearby city center. This renovation arrested at South, near the Vlisco complex (which is also abandoned but dimensionally unmanageable) and at North, on the border with the countryside and the sprawl urbanization. Over time, different practices colonized the to sides.

At south, groups of homeless occupy some disused departments of Vlisco: buildings that are detached from the still working headquarters by the railway.

Here, the demolition of consistent parts of the existing buildings generated a surreal architectures landscape: buildings with no vertical connections, no doors and no windows. It’s a sequence of brutal interventions aiming to make the buildings uninhabitable and avoid squatting (Dutch Law allows squatting if property is not used for more than two years).

At North, sharing (of space, practices and values) turns to a radically different attitude. It all began in 2005 when a couple from Helmond bought a small rural building (rare if not the only survivor of the industrialization of the canal) and some lands between the warehouses, the factories and the aprons. The goal was to establish a real commune where people can join, take collective responsibility and deal with the the tasks for the survival of the place.

Today the commune hosts several activities. On the one hand, practices linked to soil usage (biodynamic agriculture, permaculture, responsible farming). On the other, workshops and events (such as the yearly Spring Celebration, but also Summer, Autumn and Winter, Silence and Sun), underlining the will to aware local inhabitants towards some topics, but also underlining the entrepreneurial remark of events and promoting strategies (www.praktijkdeweide.nl).

Some activities deserve a focus in order to better understand their organization, the rethorics  and the values that they promote. During the workshops, for instance, children whose families have joined the events, discover the rural world (from the sowing to the shearing and fodder making). They learn how to build small kitchen gardens to bring back home. While commune’s members take care about the children, parents and relatives find their own space all around the bonfire where they can drink tea, talk each other and forge ties that become stronger and stronger season after season. At the end of the day the whole group reaches the Ceremonial Tent together with the commune’s members and some curious bystanders who join the group for singing and dancing.

It’s a commune who promotes degrowth theoris and subsidence economy, that harvestes and manages business activities, works on twitter and distributes visiting cards (http://www.twitwheel.com/praktijkdeweide). It’s a vaguely hippy commune that, surrounded by travelling crane rests and abandoned warehouses, buys former industrial soils and convertes them into fields for new urban-farmers (Willemsvaart Kanaal in Helmond is currently being studied in the Thesis Seminar Shared spaces for the contemporary city).

Alessandra Conticini

Helmond. Willemsvaart Kanaal

Percorrendo il tratto centrale del Willemsvaart Kanaal, il passato industriale di Helmond si legge attraverso gli interventi di rifunzionalizzazione che hanno sostituito le storiche manifatture tessili con negozi e ristoranti ad uso del vicino centro storico. Un recupero che si è arrestato a sud, in prossimità dei volumi della Vlisco, anch’essi dismessi ma dimensionalmente ingestibili, ed a nord, al confine con la campagna e l’urbanizzazione diffusa. Sui due fronti si sono nel tempo addensate pratiche di tipo diverso.

A sud, gruppi di senzatetto occupano i reparti non più attivi della Vlisco. Fabbricati isolati rispetto al nucleo storico novecentesco ancora produttivo, separati da questo attraverso la ferrovia.

La demolizione di parti importanti degli edifici esistenti ha generato qui un paesaggio di architetture surreali, prive di collegamenti verticali e fitte di aperture inaccessibili. Operazioni brutali, tese a rendere inabitabili i fabbricati, ed evitarne così occupazioni abusive (la legge olandese permette l’occupazione di immobili se inutilizzati da più di due anni)

A nord la condivisione (di spazi, pratiche e valori) assume un carattere di diversa radicalità. Tutto ha inizio nel 2005, quando una coppia originaria di Helmond acquista un modesto fabbricato rurale  (raro, se non unico superstite del processo di industrializzazione del canale) ed alcuni terreni tra magazzini, industrie e piazzali logistici. L’obiettivo è quello di fondare una vera e propria comune cui possa aderire un numero variabile di persone capaci di assumersi responsabilità collettive ed occuparsi delle mansioni necessarie alla sopravvivenza della struttura.

Le attività che si svolgono oggi nel nuovo insediamento sono di tipo diverso. Da un lato pratiche di autosussistenza legate all’uso dei suoli: agricoltura biodinamica, permacoltura, allevamento responsabile. Dall’altro, la promozione di workshop ed eventi, come l’annuale Celebrazione della Primavera (ma anche dell’Estate, dell’Autunno, dell’Inverno, del Silenzio, del Sole), ad evidenziare la volontà di sensibilizzazione degli abitanti della vicina città nei confronti di alcuni temi, ma anche il carattere marcatamente imprenditoriale delle iniziative e della promozione (si veda il programma on line: www.praktijkdeweide.nl).

E’ interessante osservare alcune delle attività. Per capire meglio la loro organizzazione, le retoriche, i valori che esse promuovono. Durante i workshop, ad esempio, i bambini delle famiglie di Helmond che hanno aderito alle iniziative vengono guidati alla scoperta del mondo agricolo (dalla semina, alla tosatura alla preparazione della biada), educati alla costruzione di piccoli orti da portare a casa. Nel frattempo, mentre gli abitanti della comune si occupano dei bambini, i genitori trovano il loro spazio accanto al falò, dove si beve the, si parla, si stringono legami che si rinsaldano stagione dopo stagione. A fine giornata, piccoli e grandi si ritrovano all’interno della tenda cerimoniale, insieme agli abitanti della comune ed a qualche passante curioso che si unisce al gruppo per canti e balli.

Una comune che promuove teorie della decrescita ed economie di sussistenza, coltiva la terra ed amministra attività imprenditoriali, lavora su twitter (http://www.twitwheel.com/praktijkdeweide) e distribuisce biglietti da visita. Una comune dai tratti vagamente hippies che, tra scheletri di carriponte e vecchi capannoni abbandonati, acquista suoli non più occupati dall’industria e li riconverte in campi coltivati da nuovi contadini di città (Il caso di Helmond è oggetto di studio nel Seminario di Tesi Spazi di condivisione per la città contemporanea).

Alessandra Conticini

Advertisements
One Comment Post a comment
  1. Only wanna input that you’ve a very decent website, I love the styling it actually exhibits.

    June 13, 2013

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: