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Prendere parte, contribuire, partecipare ai benefici.

Joëlle Zask, Parteciper. Essai sur les formes démocratiques de la partecipation, Le Bord de L’Eau, Paris, 2011.

Joëlle Zask è una studiosa di filosofia politica. Il suo ultimo libro sulle forme democratiche della partecipazione può fornire un contributo a meglio comprendere alcun aspetti della condivisione come una forma di agire che connota l’abitare contemporaneo e la città. Zask non si occupa direttamente di città e condivisione (anche se non trascura di soffermarsi, in molte parti del suo libro, su individualizzazione e socializzazione). Quel che del suo testo qui interessa è principalmente la tripartizione, sulla quale esso è costruito, tra prendere parte, dare una mano, partecipare ai benefici. Tre tipi di esperienze qui individuate come forme democratiche di partecipazione. Evitando lo scoglio delle tante semplificazioni associate, soprattutto nel nostro campo, all’idea di partecipazone, è utile riprendere il ragionamento dell’autrice: anche la condivisione può essere utilmente intesa come orientata a  prendere parte, dare una mano, partecipare ai benefici. O, nei termini di Zask: prendre part, apporter une part, recevoir une part.

Prendere parte. Nel senso in cui un ospite partecipa ad una cena, uno studente ad un corso, un bambino ad un gioco. Si prende parte a qualcosa e questo introduce una dimensione sociale. Per alcuni aspetti è la socievolezza di Simmel: il piacere di stare con altri che si rivela nel contempo uno straordinario fattore di socializzazione. Anche se occasionale e fragile, il prendere parte, insinua negli interlocutori una sorta di unione più stabile. Non è solo protezione dall’ansia dello stare da soli.

Contribuire. Nel senso in cui si partecipa ad una conferenza, si contribuisce ad un regalo, si dà una mano. Questa forma dell’agire con altri richiede che siano rispettati alcuni parametri: l’apporto deve essere coerente (in una conferenza non si può intervenire parlando d’altro); deve essere personale (è necessario dimostrare l’interesse e lo sforzo nello stabilire uno scambio, non ci si può rivolgere a se stessi); deve produrre una reazione (l’intervento deve essere ascoltato, preso in considerazione). Contribuire è una forma di condivisione profondamente interattiva: attraverso di essa si entra in una storia comune.

Partecipare ai benefici . Nel senso in cui si partecipa ai benefici di un’impresa. Che gli individui partecipino ai benefici della società di cui fanno parte è un’evidenza del diritto democratico e liberale. Condividere implica qualche forma di beneficio implicito o esplicito. Una conseguenza che spesso è intesa nei termini di una migliore condizione, un’opportunità di individualizzazione.

Il libro di Zask è una appassionata difesa della necessità di una stretta correlazione tra prendere parte, contribuire, beneficiare: tre forme che stanno in un rapporto essenziale, tanto da intendere la loro separazione come fonte di ingiustizia (la disgiunzione segna figure negative: gli sfruttatori che beneficiano senza contribuire, gli sfruttati che non ricevono nulla; gli esclusi che non prendono parte per definizione e così via). Al contrario, la loro reciprocità può essere intesa come un’ideale di cui la democrazia si riflette.

Cristina Bianchetti

 

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