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La condivisione dei margini (D.U. Plein Air, A.A. 2010-2011)

L’attenzione del progetto è stata focalizzata sulle situazioni di margine nel tentativo di rendere visibile lo spazio minuto della condivisione, interpretando il carattere fragile e minuto dello stare assieme in questi territori come una potenzialità, piuttosto che un problema. L’ipotesi è che la leggerezza delle trame della condivisione, sempre sul punto di disfarsi, favorisca forme meno definite, più intrecciate, più libere.
Una tale ipotesi non ha portato a perseguire generici principi di flessibilità e indeterminatezza. All’opposto, una minuziosa osservazione del territorio ha permesso di evidenziare l’importanza assunta da alcune configurazioni spaziali rispetto ai modi d’uso. Il progetto si è sviluppato come un esercizio attorno al rapporto tra caratteri materiali e pratiche d’uso, indagando la presenza di un certo tipo di vegetazione, la conformazione del suolo, lo spessore dei bordi, i dislivelli creati dalla topografia.

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INDAGINE FOTOGRAFICA: La condivisione dei margini

Il margine è il luogo in cui le regole non sono divieti e le relazioni assumono importanza. Il margine offre situazioni differenti, permettendo ad ognuno di trovare il proprio spazio. Gli spazi qui sono vari. Ancor di più lo sono le relazioni che si instaurano, come varie sono le interazioni che si possono stabilire tra singoli e gruppi. Ad essi si apre uno scenario articolato di possibilità: gioco di gruppo in spazi costruiti o meno, pic nic sotto alberi come case, intimità non come non essere soli o escludere gli altri, ma trovare lo spazio per sé o per ridurre le distanze con alcuni e mantenere quelle con altri. Il margine è il luogo dell’esperienza sensoriale in cui –talvolta- le distanze fisiche portano con sé la riduzione o l’aumento delle distanze emotive.

“La nostra immaginazione dispiega di fronte a noi l’mmagine sempre rinnovata del possibile. Senza tregua noi confrontiamo a quest’immagine quel che temiamo e quel che speriamo” François Jacob

Progetto e fotografie di: Ruberto Simone, Zanforlin Sara Cristina
Design unit: Plein air, Corso di Laurea Magistrale Architettura Costruzione Città della I Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

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