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Nuovi catalizzatori (D.U. Plein Air, A.A. 2010-2011)

L’analisi di un’ampia porzione di territorio ha portato a riconoscere luoghi nei quali le forme di condivisione si danno in modo più intenso. Una loro attenta ricognizione ha permesso di capirne la scala (di prossimità o urbana) e il funzionamento (distanze, relazioni reciproche, conformazioni degli spazi).
È stato ipotizzato che i luoghi della condivisione fossero influenzati principalmente da due fattori: la conformazione dei bordi e la presenza di una specifica densità di servizi e attrezzature. Il progetto è stato conseguentemente orientato ad inserire nuovi spazi di accumulazione ridefinendo situazioni di margine in grado non tanto di connettere parti diverse, ma di potenziare cluster esistenti. Attraverso l’uso di dispositivi spaziali e l’inserzione di nuove funzioni, si è cercato di incrementare le relazioni tra le attrezzature presenti e il tessuto urbano circostante.


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INDAGINE FOTOGRAFICA: dimensioni di un paesaggio

Lungo il letto del torrente Stura e attraverso i quartieri che vi si affacciano, si dipana un sistema rapsodico, frammentato e capillare al contempo, a volte permeabile, altre inattraversabile di spazi aperti che sono la materia fisica, quotidiana di una condivisione. Documentare questo spazio aperto attraverso l’occhio ingannevole della fotografia ha quindi un punto di partenza ineludibile. Mancando l’omogeneità, mancando un’accezione paradigmatica di uno spazio aperto così complesso, fondamentale è la scelta di una scala, di una misura. Una misura obbligata, ma incostante, soggettiva, umana, la misura di coloro che dello spazio fisico ne fanno uno di condivisione. Condivisione che, infatti, prende forma dalla diversità, dalla molteplicità degli attori che utilizzano e plasmano uno stesso spazio fisico. In primo piano gli utilizzatori, coinvolti nell’indagine, conferiscono significato allo spazio aperto, come rete di relazioni sociali, come risultato del passaggio del singolo. E’ quindi alla scala umana che la fotografia di paesaggio trova la sua unità di misura, con l’obiettivo di dare una rappresentazione sincronica della terra (land) e della forma (scape, shape), fisica e immateriale, che a essa viene data da chi lo condivide.

Progetto e fotografie di: Basile Chiara, Nika Alma, Perri Marinella, Pollio Andrea, Poma Ilaria
Design unit
: Plein air, Corso di Laurea Magistrale Architettura Costruzione Città della I Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

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