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Happening (D.U. Plein Air, A.A. 2010-2011)

Il lavoro si è sviluppato sulla parte urbana che si frappone tra il tessuto più denso e organizzato della periferia torinese e l’area naturale lungo il fiume Stura. Si tratta di una situazione di frangia nella quale presenze industriali sono frammiste a porzioni di tessuto residenziale o misto. L’ipotesi è che questa fascia funzioni come una membrana osmotica in grado di presentare al suo interno i caratteri delle parti che separa: luogo privilegiato per articolare le relazioni tra città e fiume.
Il progetto ha tentato di aumentare la porosità di questa frangia, andando a considerare in dettaglio la sua conformazione. Le situazioni di cui la membrana risulta composta sono state assimilate a materiali con porosità e caratteristiche differenti (calcestruzzo, acciaio, laterizio, spugna) che si è immaginato di sottoporre a diversi processi di corrosione al fine di favorire spazi e opportunità di condivisione più intensi di quelli attuali.

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INDAGINE FOTOGRAFICA: Versus

Torino è scandita da una trama regolare composta da vie, corsi, viali, piazze e spazi aperti. Nell’area nord della città, questi spazi sono interconnessi attraverso specifici rapporti di grande varietà e complessità e si aprono gradualmente fino alla Stura. Si passa così da un sistema più intimo di corti, piazze, ballatoi e giardini, sottratti alla vista ravvicinata, a spazi che si offrono alla vista, ai percorsi e agli usi produttivi più che alle pratiche e ai riti collettivi, in cui i rapporti tra le persone e le attività si esprimono in una serie infinita di sfumature.

Calcestruzzo, laterizio, acciaio e spugna sono i materiali di un tessuto differenziato dalle forme di condivisione che lo investono. Condivisione assimilabile ad un fluido che penetrando all’interno dei materiali provoca delle reazioni. Un tessuto industriale anisotropo, che vede affiorare al suo interno gruppi di individui pronti ad iniziare una nuova giornata di lavoro. Persone che lavorano per la maggior parte della giornata, mezzi pesanti che viaggiano trasportando materiale, luoghi che si animano alternativamente in momenti differenti: entrata, pausa, uscita.

Il CALCESTRUZZO, un tessuto industriale estensivo, resistente, compatto e collaborante.
La condivisione avviene all’interno del luogo di lavoro o appena al di fuori di esso, questa è estremamente breve e si esaurisce in poche decine di minuti.
La nascita di un sistema fessurativo crea luoghi dove l’acqua può infiltrarsi e dove l’azione di progetto si può così concretizzare. In forma minuta, e con interventi di limitata complessità, lo spazio di risulta deve essere restituito all’uomo.
L’ ACCIAIO vive un pericoloso rapporto di simbiosi con la strada, su cui si affaccia al fine di aumentare la propria risonanza, e da cui si distacca contrapponendole spazi di parcheggio a servizio del commercio a grande scala. La condivisione, tramite i veicoli, lambisce i bordi del metallo corrodendolo fino a che l’ossidazione non basta, da sola, a proteggere l’isolato da  un ulteriore degrado. La strada porta condivisione e l’ infrastruttura, fornendo un supporto invariabile all’eterogeneità mutevole del lavoro.
Il LATERIZIO ha la tendenza a racchiudersi all’interno del proprio spazio. L’individualismo prevale sulla collettività, all’interno dei lotti si articolano piccoli spazi privati che ogni proprietario tratta a suo modo. La vita condivisa prende corpo altrove, ed il primo luogo è la strada. Le forme abitative presentano una certa varietà: dalla residenza monofamiliare all’edificio multipiano con l’intrusione di alcuni luoghi di lavoro.
La SPUGNA, un territorio caratterizzato da molteplici spazi aperti erbati, alcuni aventi una determinata funzione altri in disuso entrambi però accumunati dall’elemento della recinzione che limita la permeabilità del territorio al solo sistema viario. Zone spugnose che assorbono in determinati momenti il fluido e lo rilasciano in maniera non graduale trattenendolo solo per la durata della funzione. Successivamente il vuoto, l’abbandono.

Progetto e fotografie di: Bertola Giulia, Calvi Cinzia, Pera Alberto Carlo, Savasta Sergio
Design unit: Plein air, Corso di Laurea Magistrale Architettura Costruzione Città della I Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

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