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Abitare lo spazio agricolo (D.U. Plein Air, A.A. 2010-2011)

Le basse di Stura sono oggi uno spazio opaco ed eterogeneo nella periferia nord est di Torino. Le pratiche agricole che ancora vi si svolgono segnano il territorio attraverso la presenza di cascine sopravvissute all’urbanizzazione, campi ancora coltivati e, soprattutto, di numerosi orti. Questi ultimi, pur nella loro minuta consistenza individuale, costituiscono nell’insieme una presenza che ha mostrato di essere in grado di colonizzare ampie situazioni  di frangia urbana, restituendone in modo chiaro, la condizione.
La presenza degli orti si connota per forme di appropriazione spesso ai limiti della legalità; per la presenza di recinti opachi e poco permeabili e di ripari provvisori, spesso precari. Ciò nondimeno gli orti mostrano con evidenza la forza di pratiche che riescono a rendere abitabili aree compromesse, in larga parte abbandonate, e in qualche modo sospese nel disinteresse alla loro trasformazione. Ripensandoli come dispositivi d’entrata (sorta di cunei di infiltrazione territoriale), gli orti sono stati utilizzati per aumentare l’apertura di questa parte del territorio. La localizzazione privilegiata degli interventi è stato il bordo tra la città e le basse di Stura, in cui le varie configurazioni dei margini hanno dato luogo a distinti tipi di orti, in gradi di reagire diversamente al mutare del contesto territoriale.

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INDAGINE FOTOGRAFICA: Abitare il paesaggio

Il paesaggio agricolo periurbano come supporto per interpretare e conoscere lo spazio ibrido della città.
Un territorio contrastante lʼabituale dicotomia città-campagna, in cui si sperimentano nuove strategie di organizzazione di tempo e spazio.
Lʼorto come sintesi del periurbano, come luogo delle trasformazioni della morfologia sociale e della creazione di nuovi stili di vita.
Lʼorticoltore periurbano vive la campagna, vista prima come paesaggio e non come luogo di produzione, e insieme la città.
Produce paesaggio attraverso costanti interventi di manutenzione dellʼassetto rurale, consuma paesaggio in differenti pratiche quotidiane, ne coltiva lʼestetica agricola nelle sue componenti tradizionali.
Conoscere il paesaggio significa soprattutto appropriarsi dello spazio e segnarlo. Ne conseguono immagini che ne mostrano una duplice natura, urbana e rurale, e che spesso si mescolano con una visione legata alla tradizione.

Progetto e fotografie di: della Giustina Marta, Puente Rodriguez Pablo David, Spinelli Quirino

Design unit: Plein air, Corso di Laurea Magistrale Architettura Costruzione Città della I Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

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