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spazi di prossimità

La parte urbana presa in esame è stata interpretata come una sorta di arcipelago connotato da forme di condivisione di diversa intensità. In questo insieme gli elementi più interessanti sono parsi essere gli isolati residenziali per l’assenza di una netta separazione tra spazio privato e pubblico e l’articolazione di interessanti spazi intermedi.
Il progetto si è dunque configurato come una decostruzione e riscrittura di questo materiale urbano tradizionale: ha tentato di aprire in modo più preciso il dominio domestico verso l’esterno attraverso l’addizione di logge (che avevano come pretesto l’adeguamento energetico) o contaminando gli interni degli edifici con funzioni non presenti (asili condominiali, un ristorante). In modo simmetrico, lo spazio collettivo dei cortili è stato colonizzato da spazi più raccolti (un piccolo spazio per i giochi, degli orti privati) ed è stato dilatato all’esterno, coinvolgendo le strade circostanti.

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INDAGINE FOTOGRAFICA: Quote di condivisione

La condivisione è intesa come rapporto tra persone che si riconoscono in uno spazio e, in ragione di questo, ne condividono intenzionalmente l’uso e i caratteri.
La condivisione può essere letta attraverso segni non convenzionali che si manifestano in spazi di vita quotidiana; luoghi in cui la dimensione intima e privata entra a far parte di un sistema nuovo di relazione con gli altri. La condivisione diventa così l’appropriazione di uno spazio collettivo al fine di riaffermare credenze condivise.
Lo spazio, infatti, mostra segni di socialità inattesa. Progettato per ospitare forme di condivisione prestabilite, si plasma secondo nuove vocazioni spesso inaspettate, rispondendo così alle necessità dei fruitori che lo reinventano spontaneamente.
Un balcone, una bacheca, un cortile diventano espressione di una condivisione che va al di là di un uso individuale, generando un rapporto insolito con il vicino, ma fortemente reale.
Pubblico e privato si mescolano, si confondono e i segni lasciati sulle facciate e nei cortili diventano il manifesto dell’idea di stare insieme.

Progetto e fotografie di: Cavagliato Elisa, Costa Simona, Osella Erica
Design unit: Plein air, Corso di Laurea Magistrale Architettura Costruzione Città della I Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

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